Tony Dallara, la carriera e le canzoni più famose: da Romantica a Come prima
Artista simbolo degli Urlatori che fra gli anni ’50 e 60’ cambiarono le regole della musica italiana, con il suo stile vocale innovativo ha segnato un'epoca. Fra i suoi successi indimenticabili anche: “Ti dirò”, “Brivido blu”, “Non partir”, “Ghiaccio bollente” e “Julia”. Dopo il ritiro dalle scene si dedicò alla sua altra grande passione: la pittura.
Il mondo della musica dice addio al primo degli Urlatori, la voce che con Come prima e Romantica ha contribuito a portare la canzone italiana verso la modernità. Tony Dallara si è spento il 16 gennaio dopo una lunga malattia e una carriera che ha brillato tra gli anni '50 e '60 e gli ha permesso di guadagnarsi un posto di spicco nella storia della musica popolare. In quel periodo è stato protagonista assoluto della musica leggera italiana, uno degli interpreti più popolari della sua generazione, capace di segnare un'epoca con uno stile vocale innovativo.
È morto Tony Dallara, gigante della musica italiana
Nato a Campobasso il 30 giugno 1936, ultimo di cinque figli, Tony Dallara (all’anagrafe Antonio Lardera) cresce a Milano, dove la famiglia si trasferisce quando è ancora bambino. Il padre, ex corista del Teatro alla Scala, gli trasmette l'amore per la musica. Conclusa la scuola dell'obbligo inizia a lavorare, fa il barista e l'impiegato e intanto si esibisce nei locali milanesi con alcuni gruppi vocali, tra cui i Rocky Mountains, che diventeranno in seguito I Campioni.
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Seguendo la musica americana, si appassione in particolare ad artisti come Frankie Laine e Tony Williams, cantante solista dei Platters. Ispirandosi a quel modo di cantare, potente e ritmicamente innovativo, rielabora il repertorio melodico italiano, introducendo una vocalità nuova, più intensa e moderna rispetto alla tradizione dominante.
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La svolta arriva nel 1957, quando viene assunto come fattorino dall'etichetta discografica Music. Il direttore Walter Guertler lo ascolta cantare quasi per caso, va a sentirlo esibirsi al Santa Tecla di Milano e decide di metterlo sotto contratto. È Guertler a suggerirgli il nome d'arte "Dallara", ritenendo "Lardera" poco musicale, e a fargli incidere Come prima, brano già presentato senza successo alla commissione del Festival di Sanremo nel 1955.
Pubblicata alla fine del 1957, Come prima diventa un fenomeno senza precedenti. Il 45 giri scala la hit-parade italiana, rimanendo per settimane al 1° posto e vendendo circa 300 mila copie. Il successo travalica i confini nazionali, raggiungendo le classifiche dei Paesi Bassi e del Belgio, e viene inciso anche dai Platters nella versione inglese. A Dallara viene cucita addosso l'etichetta di "Urlatore", simbolo di una generazione che si allontana dalla tradizione melodica di cantanti come Claudio Villa o Luciano Tajoli per guardare ai modelli statunitensi.
Tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta, nonostante il servizio militare, Dallara pubblica una lunga serie di successi: Ti dirò, Brivido blu, Non partir, Ghiaccio bollente e Julia. Parallelamente si affaccia al cinema, partecipando a film che raccontano il nascente mondo della musica giovanile, come I ragazzi del juke-box di Lucio Fulci (nella foto), accanto ad artisti quali Adriano Celentano, Fred Buscaglione e Gianni Meccia.
Il 1960 segna il momento più alto della sua carriera. Tony Dallara vince il Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel con Romantica, brano che trionfa anche a Canzonissima. Romantica diventa il suo più grande successo, viene tradotto in numerose lingue - compreso il giapponese - e consacra definitivamente la sua popolarità anche all'estero. Nello stesso anno prende parte a nuovi film musicali, confermando il suo ruolo centrale nello spettacolo italiano dell'epoca.
Nel 1961 torna a Sanremo in coppia con Gino Paoli con Un uomo vivo e conquista nuovamente Canzonissima con Bambina, bambina, che rappresenta l'ultimo grande exploit commerciale della sua carriera discografica. Sempre nello stesso periodo incide La novia, che resta per settimane al primo posto delle classifiche italiane e ottiene ottimi riscontri anche all'estero.
A partire dal 1962, con il mutare dei gusti del pubblico e l'affermarsi del beat, la popolarità di Dallara inizia progressivamente a diminuire. L'artista tenta nuove strade musicali, partecipa ancora a Sanremo e ad altre manifestazioni, ma senza riuscire a ripetere i successi degli anni d’oro.
Negli anni Settanta Tony Dallara decide di ritirarsi dalla scena musicale e di dedicarsi a un'altra grande passione: la pittura. Espone le sue opere in diverse gallerie, conquistando la stima del mondo artistico e stringendo un rapporto di amicizia con Renato Guttuso. È un periodo lontano dai riflettori, ma ricco di soddisfazioni personali.
Tra i suoi sostenitori c’era anche Dino Buzzati, che promosse la sua prima personale alla Galleria Cairola di Milano già nel 1960. Una passione, quella per la pittura, che gli ha consentito di entrare in contatto con Andy Warhol, Lucio Fontana, Roberto Crippa, Enrico Baj e altri grandi artisti del suo tempo, e ha marcato il suo percorso creativo fino all'ultima mostra del 2023.
Dagli inizi degli anni Ottanta, complice il revival della musica italiana, Dallara torna a esibirsi dal vivo, soprattutto nei mesi estivi, riproponendo i suoi grandi successi. Incide nuove versioni dei brani storici, partecipa a programmi televisivi e rimane una presenza riconoscibile dello spettacolo italiano. Negli anni Novanta e Duemila continua a collaborare con altri artisti, senza mai interrompere il legame con il suo pubblico.
Nel 2001 Tony Dallara è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente Carlo Azeglio Ciampi, in riconoscimento del suo contributo alla musica italiana e per aver portato la canzone nostrana nel mondo, premiando il suo lungo successo e la sua carriera.
Negli ultimi anni aveva affrontato gravi problemi di salute, arrivando a trascorrere anche un lungo periodo in coma. Nonostante ciò, nel 2024 era tornato in televisione, partecipando a Domenica In, dove aveva emozionato il pubblico cantando dal vivo Romantica, Come prima e Ti dirò.
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