Taylor Swift, tattiche da agente segreto per mantenere il film "All Too Well" una sorpresa

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La pop star statunitense, ospite nel fine settimana del 11-12 giugno del Tribeca Film Festival, ha regalato al pubblico presente una performance a sorpresa sulle note di All Too Well insieme ad alcuni racconti sul dietro le quinte del film omonimo dove, per tenere ogni dettaglio libero dall’attenzione dei fotografi, avrebbe utilizzato vere e proprie tattiche da agente segreto

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La nota pop star statunitense Taylor Swift, torna a parlare del suo primo cortometraggio da regista  All Too Well – The Short Film, con protagonisti gli attori Sadie Sink (Stranger Things) e Dylan O’Brien (Teen Wolf). Ospite nell’ultimo weekend del 11 e 12 giugno, del Tribeca Film Festival al Beacon Theatre di New York, la cantante si è esibita non solo in una performance acustica e a sorpresa sulle note del suo singolo All Too Well, ma ha anche accompagnato il pubblico presente in una lunga conversazione sulla direzione del suo primo progetto cinematografico dove, accanto allo sceneggiatore Mike Mills, ha ammesso di aver utilizzato vere e proprie tattiche da agente segreto per ovviare fan, fotografi curiosi, ma anche la troupe stessa del film durante le riprese e lasciare così storia e dettagli sui protagonisti in completo segreto.

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Tutto è incominciato con una breve proiezione del suo primo cortometraggio da regista – All Too Well – uscito a novembre del 2021, per poi proseguire con una performance live e in acustico sulle note della celebre canzone omonima, rivista pochissimo tempo fa nella cosiddetta Taylor’s Version. La pop e country star Taylor Swift, oltre che attrice molto amata, è stata ospite dell’ultima edizione del Tribeca Film Festival di New York dove si è poi lasciata andare ad un’intervista di oltre 90 minuti con il noto sceneggiatore Mike Mills sul film che, accompagnato dai protagonisti e attori Sadie Sink e Dylan O’Brien, ha come perno il racconto delle difficoltà di comunicazione vissute da una coppia. E se parte delle domande era destinata ad un racconto pressochè tecnico sulla nascita della pellicola, vista anche la presenza di uno sceneggiatore nelle vesti di intervistatore, è stato però un divertente aneddoto sulla modalità di riprese a raccogliere l’attenzione del pubblico presente. Come svelato dalla cantante, attrice, ora anche regista statunitense Swift, per poter mantenere le scene girate lontano da occhi indiscreti di pubblico e fotografi, ma anche dello stesso cast e troupe non impegnato in quella particolare fase di preparazione, l’entourage stesso si sarebbe servito di vere e proprie tecniche da agente segreto. L’obiettivo? Quello di non lasciare trapelare nulla all’esterno, ma anche di non farsi distrarre da informazioni superflue al proprio lavoro, per concentrarsi al meglio sulla vera arte del cinema.

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Ma l’intervista a Taylor Swift durante la sua ospitata di sabato 11 giugno al Beacon Theatre per il Tribeca Film Festival è andata ben oltre il film per toccare anche momenti salienti della sua vita amorosa e professionale. In primis la risposta timida dell’attrice e cantante alle domande sul fatto che la pellicola possa in realtà essere dedicata al suo rapporto passato con l’attore Jake Gyllenhaal, cui è dedicata non solo la traccia che da il titolo al film, ma anche le riprese stesse visto che al centro della vicenda c’è la storia di una coppia che cade a pezzi anche per via dell’incomunicabilità e della troppa differenza di età. In secundis, l’intervista è proseguita sul riepilogo della vicenda discografica e giudiziaria che ha affiancato Taylor Swift al suo ormai ex magnate della musica Scooter Braun per la proprietà delle sue registrazioni master. “È stato un periodo molto difficile per me”, ha ammesso l’artista americana.

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