Sanremo 2022, Fiorello mattatore sul palco tra Covid e Mattarella

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Il comico siciliano, all'Ariston per il terzo anno consecutivo, trascina il pubblico in una serie di battute frenetiche su tamponi, vaccini e attualità politica. Poi un medley con Amadeus

“Sono la vostra terza dose”. Rosario Fiorello sale sul palco dell’Ariston per il terzo Festival di Sanremo consecutivo ed è tutta un’esplosione di battute (IL LIVELO SPECIALE). Ingresso armato di pistola per misurare la temperatura, provata sul pubblico in sala fino ad arrivare al direttore di Rai 1 Stefano Coletta: “Ha 35, forse è morto”. E poi una lunga tirata contro Amadeus, il conduttore ed “ex amico”, perché “io dovevo stare sul divano con la coperta sulle gambe, a guardarti”.

L'autopresentazione affidata ad Amadeus

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Per la verità lo spettacolo era cominciato già da prima che Fiorello entrasse in teatro rigorosamente senza scendere le scale ma passando per la platea. Con una serie di cartoncini letti da Amadeus, una battuta dietro l’altra, messe in bocca al conduttore, compreso il più classico dei “sai chi ti saluta”, con frase lasciata sospesa da Amadeus. Poi una scheda e una presentazione con tanto di curriculum: “Capelli persi zero, lauree zero, diplomi zero, voglia di stare qui stasera zero, frase detta più volte sul Festival di Sanremo: ‘mi mette ansia’”.

"MI SENTO UN PO' MATTARELLA"

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“Io mi sento un po’ Mattarella, perché neanche Mattarella voleva – insiste Fiorello – lui voleva fare The Voice Senior l’anno prossimo”. E poi, chiamato dal mattatore, l’applauso al presidente appena rieletto. Tantissime le battute sul Covid, dai tamponi agli effetti collaterali (presunti) del vaccino: “È il microchip, sono i poteri forti, è il grafene, è Draghi”, dice mentre agita il braccio in modo convulso. “Ma non sei felice che sei qui?”, gli chiede Amadeus. E lui: “Sì sì, più felice domani che me ne vado”. E al pubblico che dice “no” risponde: “No no, rimango… Me ne vado”.

L'ANATEMA DELLA SCORSA EDIZIONE

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Poi Fiorello ha mostrato una clip dello scorso anno, quando all'ultima serata augurò che il Festival di quest'anno fosse col pubblico in presenza ma andasse malissimo. Un anatema lanciato ipotizzando un cambio alla conduzione che poi non c'è stato e che ora bisogna necessariamente levare. Come? Con un bacio (rispettoso del protocollo anti Covid) tra Amadeus e il direttore di Rai 1 Coletta. In chiusura un duetto tra Amadeus e Fiorello che cantano un medley pieno di tristezza, da Disperato di Marco Masini a Perdere l’amore di Massimo Ranieri, passando per Com’è triste Venezia di Charles Aznavour e chiudendo con Silvia lo sai di Luca Carboni e L’Uomo in Frack di Domenico Modugno.

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