Il caso Spotlight, 10 anni fa l'Oscar al Miglior film: curiosità e la storia vera
Il 28 febbraio 2016 il film diretto da Tom McCarthy portava a casa anche la statuetta per la Miglior sceneggiatura originale, su sei nomination totali. La pellicola racconta l’inchiesta del quotidiano “The Boston Globe” sull’insabbiamento degli abusi sessuali su minori per mano di sacerdoti dell’arcidiocesi della capitale del Massachusetts: un lavoro che ha portato un Premio Pulitzer al quotidiano e ha aperto la via a molte altre indagini su casi di pedofilia all'interno della Chiesa
Sono passati 10 anni da quando, il 28 febbraio 2016, Il caso Spotlight vinceva il Premio Oscar al Miglior film. Diretto da Tom McCarthy, racconta dell’indagine del quotidiano The Boston Globe sull’insabbiamento decennale degli abusi sessuali su minori per mano di numerosi sacerdoti dell'arcidiocesi cattolica romana di Boston e sul ruolo dell’arcivescovo Bernard Francis Law, accusato di aver coperto molti di questi casi. Ecco cosa sapere sulla pellicola e la vera storia che l’ha ispirata.
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IL CAST - Il film - scritto da McCarthy e Josh Singer - ha un cast corale che include star come Mark Ruffalo (Michael Rezendes), Michael Keaton (Walter 'Robby' Robinson), Rachel McAdams (Sacha Pfeiffer), John Slattery (Ben Bradlee Jr.), Stanley Tucci (Mitchell Garabedian), Brian d'Arcy James (Matt Carroll), Liev Schreiber (Marty Baron) e Billy Crudup (Eric MacLeish).
Rachel McAdams ricorda Diane Keaton mentre riceve la stella sulla Walk of Fame. FOTO
LE CANDIDATURE E I PREMI - Il caso Spotlight ha conquistato sei nomination agli Oscar del 2016, vincendo le statuette per Miglior Film e Miglior sceneggiatura originale. Tre candidature sono arrivate anche ai Golden Globe di quell’anno: Miglior film drammatico, Miglior regista a Tom McCarthy e Migliore sceneggiatura a Tom McCarthy e Josh Singer (nella foto).
Oscar 2016, trionfano Ennio Morricone e “Il caso Spotlight”. FOTO
LE LOCATION - Le riprese iniziarono nel 2014 a Boston per poi proseguire in Canada. Fra le location ci sono il Fenway Park, gli uffici del The Boston Globe a Dorchester, la Boston Public Library e l'Università McMaster di Hamilton. La scena di apertura nella stazione di polizia è stata girata a Toronto all'ex stazione della Toronto Police Service 11 Division, mentre l'ex edificio Sears su Islington Avenue è stato convertito in una replica dell'interno della vecchia redazione del The Boston Globe.
I CAMEO DEI GIORNALISTI - Nel film appaiono anche alcuni dei giornalisti che lavorarono all’inchiesta del team Spotlight del The Boston Globe: i veri Sacha Pfeiffer (nella foto con la sua controparte cinematografica, Rachel McAdams), Michael Rezendes e Walter Robinson sono sullo sfondo della scena del Fenway Park , mentre il vero Ben Bradlee Jr. appare tra un gruppo di reporter che ascolta la sua controparte cinematografica dare istruzioni sulla copertura dell'11 settembre.
LA LINEA TEMPORALE - Il caso Spotlight si focalizza sulle tappe che hanno preceduto la pubblicazione del primo articolo dell’inchiesta, durata poi due anni, quindi alcuni aventi vengono collocati temporalmente prima di quanto siano accaduti nella realtà. Fra questi anche la scena in cui l'ex sacerdote Ronald H. Paquin ammette di aver molestato dei bambini e di essere stato lui stesso una vittima di abusi.
LA CONFESSIONE DI PAQUIN - Sempre a proposito dell’intervista a Paquin, quella rappresentata ne Il caso Spotlight è un mix di due colloqui condotti da Sacha Pfeiffer e Steve Kurkjian, realizzati in realtà un mese dopo gli eventi narrati nella pellicola. I due giornalisti hanno poi raccontato che la confessione dell’ex sacerdote è stata un processo molto più graduale di quanto rappresentato nel film.
CARROLL E GEOGHAN - La scena in cui Matt Carroll scopre che uno dei centri di cura per preti si trova a un isolato di distanza da dove vive è basata su una scoperta reale fatta durante le indagini, con un piccolo dettaglio modificato: Carroll viveva davvero a pochi passi da John Geoghan, il prete il cui caso ha dato il via alle indagini. Come la sua controparte cinematografica, Carroll ha attaccato una foto di Geoghan sul suo frigorifero, avvertendo i suoi figli di stargli lontani se lo avessero visto.
IL TEAM SPOTLIGHT - Il film diretto da Tom McCarthy segue il team Spotlight del The Boston Globe: si tratta della più antica unità di giornalisti investigativi ininterrottamente operativa negli Stati Uniti.
IL PULITZER - L'indagine sugli abusi - intitolata Spotlight Investigation: Abuse in the Catholic Church - valse al quotidiano il premio Pulitzer di pubblico servizio nel 2003 “per la sua coraggiosa e completa copertura degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti, uno sforzo che ha infranto la segretezza, suscitato reazioni a livello locale, nazionale e internazionale e prodotto cambiamenti nella Chiesa cattolica romana”. L’inchiesta infatti diede poi il via a molte altre indagini. (Nella foto il vero Marty Baron festeggia la vittoria del Pulitzer)
LE ACCUSE - L’inchiesta del The Boston Globe portò nel 2002 all'incriminazione e alla condanna di cinque preti cattolici dell’area di Boston: John Geoghan (nella foto), John Hanlon, Paul Shanley, Robert V. Gale e il gesuita James Talbot.
BERNARD FRANCIS LAW - L’indagine si concentrò anche sul cardinale Bernard Francis Law (nella foto): i documenti rivelarono il suo ruolo nell'insabbiamento di episodi di molestie sessuali perpetrati dai suoi sacerdoti. Ad esempio, Law spostò Shanley e Geoghan da una parrocchia all'altra all'interno della diocesi nonostante le ripetute accuse di molestie su minori affidati alle loro cure.
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I RISARCIMENTI - Nel 2002, l'arcidiocesi di Boston accettò di pagare 10 milioni di dollari alle vittime di Geoghan e nel 2003 altri 85 milioni di dollari a 552 vittime e genitori che avevano intentato cause civili. In alcuni casi, le compagnie assicurative si rifiutarono di sostenere il costo dei risarcimenti sostenendo che le azioni erano state deliberate: questo causò ulteriori danni finanziari all'arcidiocesi.
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