Rufus, il mito del mostro di Loch Ness diventa un film d’animazione

Cinema

Camilla Sernagiotto

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Plaion Pictures ha ufficializzato l’arrivo nelle sale italiane del film d’animazione diretto da Endre Skandfer, con debutto fissato per il 4 giugno 2026. Il progetto reinterpreta il celebre mito del mostro di Loch Ness trasformandolo in una storia di formazione pensata soprattutto per un pubblico familiare

Plaion Pictures ha ufficializzato l’arrivo nelle sale italiane di Rufus, il draghetto marino che non sapeva nuotare, film d’animazione diretto da Endre Skandfer, con debutto fissato per il 4 giugno 2026.

 

Il progetto, ispirato a una serie letteraria di lunga tradizione editoriale che supera i cinquant’anni di pubblicazioni, reinterpreta il celebre mito del mostro di Loch Ness trasformandolo in una storia di formazione pensata soprattutto per un pubblico familiare. In occasione dell’annuncio sono stati resi pubblici anche il poster ufficiale e il primo trailer in lingua italiana (che potete guardare nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo). 

Un’uscita attesa tra letteratura e mito scozzese

L’operazione cinematografica si inserisce nel solco di un adattamento che parte da un immaginario già consolidato, quello legato alle narrazioni sul mostro di Loch Ness, riletto però in chiave narrativa contemporanea. 

 

Sul piano produttivo, Rufus si distingue nel contesto dell’animazione europea per un investimento economico stimato intorno ai 10 milioni di euro, cifra che lo colloca tra i progetti più rilevanti del panorama continentale recente. La realizzazione tecnica combina animazione in computer grafica (CGI) e disegno tradizionale a mano, una soluzione pensata per restituire sul grande schermo l’estetica originale delle illustrazioni dei libri da cui il film trae origine. Questa scelta punta a mantenere una continuità visiva con l’opera letteraria, valorizzandone l’identità iconografica.

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La trama tra segreti, viaggio e pericoli

Al centro della narrazione si trova Rufus, un giovane drago marino che vive su un’isola segreta nascosta alla percezione umana grazie al fumo magico generato dallo zio Ludvig. A differenza degli altri abitanti della sua comunità, il protagonista è incapace di nuotare, caratteristica che lo rende diverso e vulnerabile. L’equilibrio dell’isola viene però compromesso quando lo zio perde improvvisamente i suoi poteri, mettendo a rischio la protezione del luogo.

 

In questo scenario, Rufus è costretto a intraprendere un viaggio verso la Scozia con l’obiettivo di cercare l’aiuto della prozia Nessie e recuperare una leggendaria sciarpa magica. Il percorso del giovane drago viene reso ancora più complesso dalla presenza di una direttrice di zoo, determinata a interferire con la sua missione e a inseguire i propri obiettivi.

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Il punto di vista del regista e i temi del racconto

Il regista Endre Skandfer ha descritto il protagonista come “un eroe a modo suo”, sottolineando come il suo percorso sia costruito sulla capacità di trasformare fragilità personali in risorse. Il viaggio narrativo di Rufus e dei suoi compagni diventa così il terreno attraverso cui la storia affronta temi legati all’accettazione di sé, alla gestione delle insicurezze individuali e alla costruzione dei legami di amicizia.

 

L’alternanza tra momenti più leggeri e sequenze ambientate in scenari che spaziano dagli abissi marini ai paesaggi scozzesi contribuisce a definire il ritmo complessivo dell’opera, che si muove tra avventura e formazione personale.

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