Peter Jackson a Cannes 2026: la masterclass su Tolkien, Tintin e il futuro del cinema

Cinema

Standing ovation a Cannes per Peter Jackson, premiato con la Palma d’oro onoraria e protagonista di una lunga masterclass tra ricordi, aneddoti e nuovi progetti. Il regista ha raccontato la genesi de Il Signore degli Anelli, le difficoltà affrontate sul set, il rapporto con Elijah Wood e Andy Serkis, confermando anche il ritorno a Tintin. Spazio poi ai Beatles, all’intelligenza artificiale e alla convinzione che i film possano sopravvivere ai loro autori

Peter Jackson a Cannes racconta Tolkien, Tintin e il futuro del cinema

Standing ovation nella Salle Debussy del Festival di Festival di Cannes per Peter Jackson, protagonista di una delle masterclass più partecipate di questa 79ª edizione. Il regista neozelandese, premiato con la Palma d’oro onoraria, ha ripercorso oltre quarant’anni di carriera tra confessioni intime, ironia e riflessioni sul futuro del cinema.

Accolto da una sala gremita, Jackson ha raccontato il suo primo arrivo sulla Croisette nel 1987 con Bad Taste – Fuori di testa, presentato al mercato quando ancora lavorava come incisore fotografico e girava film nei weekend con gli amici. “Sono partito dalla Nuova Zelanda come incisore e sono tornato come filmmaker”, ha ricordato sorridendo.

Dal Super8 alla Terra di Mezzo

Durante l’incontro, moderato dal giornalista Didier Allouch, il regista ha ripercorso gli inizi della sua passione per il cinema, nata dopo la visione di King Kong da bambino e alimentata dalla cinepresa Super8 regalata dai genitori.

Poi il racconto si è inevitabilmente spostato sulla trilogia de Il Signore degli Anelli, il progetto che ha cambiato la sua vita e il blockbuster contemporaneo. Jackson ha spiegato che tutto nacque dopo Sospesi nel tempo, quando lui e il team della Weta FX cercavano un film abbastanza ambizioso da mantenere in vita la compagnia di effetti visivi costruita in Nuova Zelanda.

“Se avessimo davvero capito quanto sarebbe stato difficile, probabilmente non avremmo mai iniziato”, ha confessato il regista, ricordando le lunghe giornate di lavorazione e la pressione di affrontare una produzione così complessa.

Approfondimento

Festival di Cannes 2026, Peter Jackson riceverà la Palma d'oro d'onore

Il racconto delle riprese del Signore degli Anelli

Uno dei momenti più applauditi della masterclass è arrivato quando Jackson ha raccontato le difficoltà vissute durante le riprese della trilogia.

“Le mattine erano terribili. Guidavo verso il set pensando: non ho idea di come girerò questa scena”, ha detto. Una volta arrivato davanti alla troupe, però, il regista doveva trasmettere sicurezza e prendere decisioni rapidamente insieme agli attori e ai collaboratori.

In sala era presente anche Elijah Wood, protagonista della saga nel ruolo di Frodo, che Jackson ha ringraziato per l’energia e il sostegno durante i mesi di lavorazione.

Il regista ha parlato anche del lavoro di Andy Serkis nella creazione di Gollum, difendendo il motion capture come una vera interpretazione attoriale: “Era una performance umana al cento per cento”.

Approfondimento

Cannes 2026, a Peter Jackson la Palma d'oro alla carriera

Tintin, Beatles e intelligenza artificiale

Tra le notizie più attese emerse durante l’incontro c’è stata la conferma del ritorno al sequel di Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno, progetto condiviso con Steven Spielberg.

Jackson ha raccontato di stare ancora lavorando alla sceneggiatura proprio nei giorni trascorsi a Cannes. “Steven ha diretto il primo film e io sono in ritardo con il secondo”, ha scherzato davanti al pubblico.

Ampio spazio anche ai documentari They Shall Not Grow Old e The Beatles: Get Back, descritti dal regista come una forma di “archeologia emotiva”. Jackson ha spiegato come il lavoro di restauro digitale serva non a falsificare il passato, ma a restituire umanità a immagini percepite ormai come lontane.

Parlando invece di intelligenza artificiale, il regista si è mostrato possibilista: “Per me l’AI è semplicemente un altro effetto speciale”. Il vero nodo, secondo lui, resta il consenso e il diritto d’autore.

 

Approfondimento

Cannes 2026, l’arrivo della giuria tra star e grandi autori. FOTO

“I film continueranno a vivere”

Nel finale della masterclass, Jackson ha riflettuto sul rapporto tra cinema e tempo, citando Buster Keaton e i classici hollywoodiani degli anni Trenta.

“I film continuano a esistere anche dopo la morte dei loro autori”, ha detto. “Quelli che riescono davvero a trovare il proprio pubblico probabilmente vivranno per secoli”.

Un pensiero accolto da un lungo applauso nella Debussy, quasi a chiudere simbolicamente il percorso del regista che da giovane autore splatter arrivato a Cannes negli anni Ottanta è diventato uno dei cineasti più influenti del cinema contemporaneo.

Spettacolo: Per te