Anne Hathaway: "Per interpretare Mother Mary mi sono ispirata a Taylor Swift"

Cinema

L’attrice, protagonista di ben cinque film in uscita nel 2026, è stata ospite de "The Late Show", il talk show di Stephen Colbert trasmesso dalla CBS. Ha parlato dei suoi film in uscita, “Il diavolo veste Prada 2” e “Mother Mary” 

Non ci sono più dubbi: il 2026 è l’anno di Anne Hathaway. Dopo essere stata nominata la “più bella” cover star al mondo dalla rivista statunitense People, l’attrice americana, 43 anni, è protagonista di diversi film in uscita. Non solo l'attesissimo sequel de Il Diavolo Veste Prada (in sala dal 29 aprile), ma anche Mother Mary, pellicola di David Lowery in uscita in Italia il 14 maggio e distribuita da I Wonder Pictures in cui interpreta il ruolo della proganosita. E tornerà anche nei panni di Penelope ne L’Odissea di Christopher Nolan in uscita a luglio. 

Mother mary, la trama in breve

In Mother Mary, Anne Hathaway interpreta una cantante pop in cerca di redenzione che ritorna sulle scene dopo qualche anno di assenza a causa di un grave incidente. Per farlo, avvicina una vecchia amica, Sam (interpretata da Michaela Coel), e le chiede di confezionarle un abito.

Ospite nel Late Show di Stephen Colbert, l’attrice ha spiegato quanto la richiesta non riguardi solo il look. “Le sta chiedendo di aiutarla a guarire, cerca l’assoluzione per il male che ha fatto”, ha chiarito. L’incontro tra le due, infatti, apre la strada a un dramma/thriller psicologico in cui l’affetto e la nostalgia si ingarbugliano con ferite e tensioni mai risolte.

Hathaway mette da parte la sua immagine sempre perfetta e curata e abbraccia una versione più spettrale di sé: sguardo perso, capelli decolorati, figura pronta a spezzarsi e a ripiegare su sé stessa da un momento all’altro.

Taylor Swift come ispirazione

Per interpretare al meglio il personaggio, l’attrice ha detto di aver raccolto elementi da tante star della musica, da Beyoncé ai Nine Inch Nails. Soprattutto, ha spiegato di essersi ispirata a Taylor Swift, regina del pop tra le più ascoltate di sempre su Spotify. “David Lowery – ha aggiunto – è un grande ‘Swiftie’ (come vengono chiamati i suoi fan, ndr) ed è stato molto influenzato dal Reputation Tour per tutte le scene dei concerti. Su di me, invece, ha avuto un profondo effetto il film in cui si è raccontata, Miss Americana, e il modo in cui si sia mostrata vulnerabile. Le pop star – ha proseguito – sono così abituate a sembrare potenti e impeccabili, mentre quel film fa vedere cosa succede quando attraversano un momento di transizione, di metamorfosi che può essere molto doloroso”.

"Girare Il Diavolo Veste Prada è stato divertente"

Durante il Late Show, “fun”, divertimento, è la parola che Hathaway ha ripetuto più spesso. Lo ha detto soprattutto in relazione a Il diavolo veste Prada 2 in cui l’attrice torna ad interpretare dopo 20 anni i panni di Andy Sachs, la stagista agli ordini dell’implacabile direttrice di Runway, Miranda Priestly (Meryl Streep). “C’era l’amore e il desiderio del pubblico di vedere cosa avessero combinato questi personaggi – ha detto – mi sono sentita come se fossi stata parte di un supergruppo 20 anni fa, e che fossimo tornati a riunirci per fare un altro album, che adoro”.

Il rapporto con la moda

Hathaway ha raccontato anche di quanto sia cresciuto il suo interesse per la moda in questi anni, soprattutto grazie all’amicizia con due grandi designer italiani, Giorgio Armani e Valentino Garavani, scomparsi di recente.

“Armani è stato così generoso con me e la sua presenza nella mia vita è stata costante. Da lui ho imparato che l'eleganza può essere davvero, davvero audace. Ed era così meticoloso nei dettagli”, ha ricordato.

Dall’ultimo Imperatore della moda (come veniva chiamato Garavani), invece, la Hathaway ha detto di aver imparato il culto della bellezza, a cui era devoto il couturier romano. “Mi ha insegnato la gioia che ne deriva, non solo dall'osservarla, ma dal crearla, comprenderla, custodirla, valorizzarla e sapere che se vuoi vedere la bellezza nel mondo, non puoi essere passivo. Devi interagire attivamente. Un atto di bellezza è un atto di speranza. Sentivo che viveva la sua vita con tanta gioia e un umorismo contagioso. Aveva uno spirito incredibilmente vibrante. Ho avuto la fortuna di essere la sua carissima amica per 20 anni. E lui ha cambiato la mia vita” ha concluso. 

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