Cate Lumina, album Catalina: "Credo ancora nelle relazioni romantiche"
Musica
La giovane artista di Bergamo, anche se è cresciuta a Minorca, costruisce un racconto personale fatto di distanze, ritorni e frammenti di vita reale. L'INTERVISTA
Ci sono anime che non scelgono un solo posto in cui stare. Vivono tra le lingue, tra le distanze, tra quello che si lascia e quello che si continua a portare dentro. E' l'essenza di Catalina il primo progetto discografico di Cate Lumina (Latarma Records, distribuito da Ada/Warner Music Italy), Catalina nasce da una doppia appartenenza costante: da un lato la Spagna, terra della crescita e della formazione emotiva, dall’altro l’Italia, radice e ritorno continuo. Dalla nostalgia per un amore intenso al dialogo immaginato con la madre rimasta a casa, l’artista costruisce un racconto personale fatto di distanze, ritorni e frammenti di vita reale. Due lingue che diventano un unico flusso, per dare forma a emozioni che non trovano una sola direzione.
Caterina partiamo dalla storia del tuo Ep Catalina, un progetto di anime, distanze, identità: come lo hai pensato e come ci hai lavorato?
E’ tanto personale, c’è tanto di me, le canzoni nascono dal mio vissuto e dunque sono personali. Le distanze ci sono perché c’è il mio avere lasciato casa, Minorca, essermi trasferita a Madrid per università e poi a Milano.
L’utilizzo dell’italiano e dello spagnolo offrono una doppia vita alle emozioni: sei stata convinta da subito del bilinguismo oppure hai ragionato sul fatto che poteva uscire doppio nei due paesi, progettualità che hanno utilizzato molti artisti nel tempo? Anche perché tranne Roserovi tutti i titoli sono ispanici.
Una scelta naturale. Le canzoni sono sempre nate sulle due lingue, è il mio modo di pensare e parlare: quotidianamente mescolo le due lingue.
Partendo da Paraìso quale è l’ultima follia che hai fatto per amore?
Probabilmente l’estate scorsa, ho preso un areo per andare a Londra a trovare un ragazzo.
Nel ritornello parli di un tempo che accelera, della pazzia e di perdere la testa: nella stagione delle app di incontri quanto è importante, ma anche complicato, per una ragazza giovane come te conservare una idea romantica dell’amore?
Ognuno si vive l’amore nel modo che ritiene però io sono una romanticona, non voglio pensare che siano finite le relazioni romantiche.
In Vuelve parli di “granelli di sabbia clessidra”: il concetto di tempo torna spesso nei tuoi testi. Ti senti figlia della tua epoca o avresti voluto avere i tuoi vent’anni in un altro decennio?
Sono contenta di essere in questo tempo, è una fase bella di libertà di pensiero e di creatività.
Vuelve è una canzone melanconica, di assenza e cito i versi “mi manca svegliarti al mattino curare con calma il tuo caos” ma è anche una canzone di nostalgia, il titolo rimanda al ritorno: la tua vita è fatta più di partenze o di ritorni? Sei una viaggiatrice dell’anima inquieta?
Abbastanza, diciamo che mi sono trasferita a Minorca a due anni poi Madrid, Los Angeles e Milano, ci sono stati tante andate e tanti ritorni, da molto ormai sono fuori casa ma la nostalgia la provo sempre.
Uno degli ambienti più ricorrenti nei tuoi testi è mare, dai sussurri nei vicoli di Roserovi alla citazione della tua Minorca, ai granelli di sabbia fino all’odore diverso che ha la spiaggia in Sin Ti: quanto è importante per te il suo rumore bianco?
Tanto. Mi manca tanto il mare, ci sono cresciuta, ero in una isoletta dove per muoverti dovevi prendere l’aereo o la nave. L’elemento acqua mi ha segnata e tutt’oggi ci torno ogni volta che riesco perché mi dà vita.
“La vita si ferma solo in quei momenti se chiamano abbiamo i telefoni spenti” canti in Toda la Noche. Anche i semafori rossi rallentano il ritmo della vita e aumentano il batticuore. Riesci restare lontana dalla tecnologia? Sai trovarti spazi analogici per guardare l’alba alle 6 del mattino?
Ci provo, cerco di fermarmi, di avere momenti di introspezione, sono riflessiva, mi piace molto raccogliermi e stare con me stessa. E’ un sentimento con cui ho dovuto fare pace, ho vissuto tanti giorni da sola essendo partita presto da casa. E’ fondamentale per connettermi con me stessa trovare gli spazi rasserenanti.
“Quando hai la famiglia lontana nessun posto è più casa”: che rapporto hai con le radici? E chi Viola che fa i capricci?
Con le radici è forte, mi sento legata, sono anche i miei genitori le radici e l’unione con loro è forte. Viola è mia sorella che nella vita è una giornalista.
Cosa ha detto tua mamma quando ha ascoltato Sin Ti e saputo delle tue domeniche da sola senza i suoi abbracci?
Un po’ sono sentimenti che non le ho mai nascosto, sapeva che c’erano momenti che mi sentivo da sola anche se grazie alla tecnologia siamo sempre vicine. Si è emozionata mentre mio padre ci è rimasto un po’ male.
Cosa intendi quando dici, in Diamantes, che baci i piedi dei tuoi nemici?
Preferisco fare la cantate che la bagnina a Minorca, ho avuto dei no e ho incontrato persone che non hanno creduto in me. Quella frase è un elenco di cose da fare per un’altra vita, parlo anche della perdita di mio nonno.
Alla fine possiamo dire che non sei più un diamante grezzo ma sei un diamante fatto su misura per chi sei oggi?
Io penso che mi sto costruendo, nella vita non si smette mai di formarsi, personalmente e artisticamente.
Che accadrà nelle prossime settimane della tua vita artistica?
E’ uscito finalmente Catalina, poi ci saranno degli instore per incontrare de visu chi mi ascolta. Il tour sarà più avanti.