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Oscar 2026, la guerra Iran-USA arriva a Hollywood: timori di proteste sul red carpet

Cinema
©Getty

La guerra tra Stati Uniti e Iran arriva fino agli Oscar 2026. L’Academy teme proteste durante il red carpet mentre tra i candidati c’è anche il regista dissidente iraniano Jafar Panahi. La cerimonia del 15 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles, condotta da Conan O’Brien, rischia di svolgersi in un clima segnato dalle tensioni geopolitiche e dalle difficoltà di viaggio per alcuni artisti iraniani nominati

La guerra sull’orizzonte degli Oscar

A una settimana dalla notte degli Oscar 2026, la cerimonia più importante del cinema mondiale si prepara a svolgersi in un clima inatteso. La guerra tra Stati Uniti e Iran rischia infatti di proiettare la sua ombra anche su Hollywood.

Mentre l’industria cinematografica si prepara alla serata del 15 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles, l’Academy starebbe valutando diversi scenari legati alla situazione internazionale. Il timore principale riguarda possibili proteste e tensioni durante il tradizionale red carpet.

Secondo indiscrezioni riportate dalla rubrica Page Six del New York Post, gli organizzatori starebbero analizzando “ogni scenario possibile” per evitare incidenti o momenti di forte imbarazzo mediatico durante una serata che dovrebbe celebrare il cinema.

Il caso del regista dissidente Jafar Panahi

Al centro dell’attenzione c’è la presenza tra i nominati del regista iraniano Jafar Panahi, Palma d’Oro al Festival di Cannes.

Il cineasta è candidato agli Oscar 2026 sia per il miglior film internazionale sia per la sceneggiatura originale con Un semplice incidente.

Panahi è una delle figure più note del cinema dissidente iraniano. Condannato in contumacia dalle autorità di Teheran lo scorso dicembre, ha realizzato il suo film di nascosto nella capitale iraniana, costruendo la storia proprio a partire dalla sua esperienza di detenzione.

“In apparenza festeggio, ma dentro mi sento diverso”, ha dichiarato il regista.

Nonostante il conflitto e i bombardamenti, Panahi ha spiegato di voler tornare in Iran dopo la cerimonia degli Oscar.

La candidatura alla sceneggiatura è condivisa con Mehdi Mahmoudian, attivista incarcerato a gennaio dopo aver firmato una lettera aperta contro il regime iraniano.

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Gli artisti iraniani bloccati dai visti

Tra i film nominati compare anche un’altra produzione legata all’Iran.

Il documentario Cutting Through the Rocks, opera prima dei registi Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, racconta la storia di Shahverdi, ostetrica diventata la prima donna eletta nel consiglio comunale di un villaggio rurale iraniano.

Il film ha già avuto un percorso importante nei festival internazionali, da Sundance ad Amsterdam, fino al festival di Giffoni, prima di entrare nella corsa agli Oscar.

Ma la regista Sara Khaki non potrà essere presente alla cerimonia: le difficoltà legate alla guerra e le restrizioni sui visti hanno reso impossibile il viaggio negli Stati Uniti.

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Hollywood tra cinema e geopolitica

Dal punto di vista artistico, gli Oscar 2026 si preannunciavano già molto competitivi.

Per il premio al miglior film la sfida sembrava concentrarsi su Una battaglia dopo l’altra e Sinners, mentre nella categoria internazionale l’attenzione era rivolta a The Secret Agent e Sentimental Value.

Ora però il contesto internazionale rischia di cambiare il clima della serata.

Finora poche figure di Hollywood si sono espresse apertamente contro i raid su Teheran. Tra le eccezioni c’è l’attore Mark Ruffalo, candidato lo scorso anno per Povere creature! e presente quest’anno tra i presenter della cerimonia.

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Il dilemma del red carpet

La principale preoccupazione dell’Academy riguarda il momento più simbolico della serata: il red carpet.

Secondo fonti interne citate dai media americani, l’organizzazione teme che la tradizionale passerella delle star possa apparire fuori luogo o frivola in un momento segnato dal conflitto e dalle tensioni internazionali.

Per questo motivo sarebbero allo studio piani alternativi per gestire eventuali proteste o interventi politici, cercando allo stesso tempo di evitare che la cerimonia si trasformi in un campo di battaglia ideologico.

Gli Oscar 2026 saranno condotti dal comico Conan O’Brien e trasmessi in diretta su ABC e Hulu.

Resta da capire se Hollywood riuscirà a mantenere la promessa di una notte dedicata al cinema o se, ancora una volta, la politica finirà per salire sul palco insieme alle statuette.

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