Le Mans 66, la vera storia del film Ferrari vs Ford

La vera storia che ha ispirato “Le Mans ‘66 – La Grande Sfida”, film diretto da James Mangold e candidato a quattro premi Oscar

Quattro candidature agli Oscar per Le Mans ‘66 – La Grande Sfida, film diretto da James Mangold e con protagonisti Matt Damon e Christian Bale. La pellicola è stata candidata per conquistare la statuetta come miglior film, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e miglior montaggio. Racconta una delle più grandi rivalità sportive, quella tra Ford e Ferrari e in particolare quella avvenuta per la conquista della celebre 24 Ore di Le Mans. Territorio di caccia della scuderia italiana, vide finalmente la Ford porre fine al dominio e conquistare la vittoria. La 24 Ore di Le Mans è un evento automobilistico di caratura globale ed è ancora oggi la gara più importante dell’universo Endurance, con in pista vetture Gran Turismo e Sport Prototipo, a differenza delle monoposto che gareggiano in Formula 1.

La rivalità tra Ferrari e Ford

Nel film “Le Mans ‘66 – La Grande Sfida” Matt Damon e Christian Bale interpretano rispettivamente il ruolo di Carroll Shelby e Ken Miles, ingegnere e pilota ingegnere della Ford. I due sono i personaggi cruciali del miracolo sportivo targato Ford. Nel 1963 la Ford Motor Company decise di comprare la Ferrari pur di riuscire a conquistare la 24 ore di Le Mans. La proposta d’acquisto venne rapidamente rifiutata perché Enzo Ferrari non voleva coinvolgere nell’affare la Scuderia Ferrari. In quel periodo infatti il Cavallino Rampante aveva conquistato la 24 ore di Le Mans nel 1958 e dal 1960 al 1965. Il film inizia proprio tre anni prima della storica vittoria del 1966 quando la Ford offrì 12 milioni di dollari a Enzo Ferrari per acquistare la Casa di Maranello. Il rifiuto dell’offerta si trasforma in uno stimolo per Henry Ford II che decide di mettere a capo della squadra Carroll Shelby, ingegnere ed ex pilota che ha già vinto la 24 ore di Le Mans nel 1959. Fu l’ultimo a conquistare la corsa prima del dominio Ferrari ma fu costretto ad abbandonare le corse per un problema cardiaco. Accanto a lui venne scelto Ken Miles, pilota inglese e collaudatore fidato. I due svilupparono la Ford GT40, auto che aveva mostrato poca affidabilità e stabilità nei rettilinei.

La Ford GT40 Mk II e la vittoria alla 24 Ore di Le Mans

Shelby e Miles si occupano dell’evoluzione della Ford GT40, chiamata Mk II. Nel 1965 vengono schierati sei esemplari e l’auto ottiene anche la pole position ma nessuna vettura della scuderia riesce a conquistare la vittoria finale. Nel 1966 la Ford GT40 Mk II inizia a vincere corse già dai primi mesi dell’anno e così alla 24 Ore di Le Mans vengono presentati otto esemplari dotati di un motore 7.0 V8 da 482 CV. Tre di queste vetture vengono gestite direttamente dal team di Carroll Shelby. Già dalle qualifiche la Ford domina la scena e conquista le prime quattro posizioni ma in gara le cose non sembrano andare per il verso giusto. Miles è costretto ad andare ai box al primo giro dopo un contatto ma dopo quattro ore di corsa conquista la testa della corsa. Con l’arrivo della pioggia la Ferrari raggiunge la vetta ma durante la notte tutte le Rosse hanno problemi di surriscaldamento. Da metà gara la Ford GT40 prende il sopravvento e domina la gara. Ken Miles taglia il traguardo per primo ma la vittoria viene assegnata a Bruce McLaren e a Chris Amon partiti quarti, arrivati secondi e quindi con più chilometri percorsi nelle 24 ore di gara. Ken Miles, deluso dalla vicenda, lavorerà per altri due mesi poi perderà la vita sul circuito di Riverside nell’agosto 1966 mentre testava l’erede della GT40 Mk II. La Ford vincerà anche nei tre anni successivi raccogliendo il massimo dal lavoro svolto da Shelby e Miles.