Chi era Presley Gerber, figlio di Cindy Crawford e fratello di Kaia Gerber morto a 27 anni
Il mondo della moda piange Presley Gerber, morto a soli 27 anni. Modello fin da giovanissimo, unico figlio maschio di Cindy Crawford e Rande Gerber e fratello maggiore di Kaia, negli ultimi anni aveva scelto di raccontare senza filtri la propria battaglia contro la depressione e le dipendenze, trasformandola in un impegno pubblico sulla salute mentale
Presley Gerber, figlio della supermodella Cindy Crawford e dell'imprenditore Rande Gerber, è morto domenica 21 settembre all'età di 27 anni. Si trovava in una struttura di riabilitazione a Los Angeles, come reso noto dall'ufficio del medico legale della contea. La causa del decesso non è stata specificata e l'autopsia non è ancora stata eseguita. La famiglia ha diffuso un breve messaggio chiedendo riservatezza in un momento tanto doloroso.
Morto a 27 anni Presley Gerber, figlio di Cindy Crawford
Presley Walker Gerber è nato il 2 luglio 1999, primogenito di una delle coppie più celebri di Hollywood. Cresciuto in California insieme alla sorella Kaia, di due anni più giovane, ha trascorso l'infanzia tra copertine, sfilate ed eventi internazionali, respirando fin da piccolo l'atmosfera del mondo della moda in cui lavorava la madre.
La passione per la moda lo aveva portato prestissimo a seguire le orme di Cindy Crawford: a soli 15 anni aveva firmato un contratto con IMG Models, una delle agenzie più importanti del settore. Dopo il diploma aveva scelto di rinunciare all'università per dedicarsi a tempo pieno alla carriera davanti all'obiettivo.
Il debutto in passerella era arrivato nel 2016, a 16 anni, con la sfilata Resort di Moschino a Los Angeles. Ne era seguita Milano, con Dolce & Gabbana, in un avvio di carriera che lo aveva rapidamente imposto tra i giovani volti più richiesti dell'epoca.
Nel 2018 era diventato, insieme alla sorella Kaia, uno dei protagonisti della campagna Calvin Klein Jeans #MyCalvins, dedicata ai legami familiari. Lo scatto, firmato dal fotografo Willy Vanderperre, ritraeva i due fratelli abbracciati, con Presley nel ruolo del fratello maggiore protettivo: un'immagine diventata iconica del loro rapporto.
Negli anni successivi aveva posato per marchi di primo piano come Celine, Tommy Hilfiger, Burberry e Omega. Nel 2018 era anche apparso in uno spot Pepsi per il Super Bowl, che rendeva omaggio alla celebre pubblicità girata dalla madre nel 1992.
Oltre alle passerelle, il suo volto era comparso su testate come GQ Style e il magazine di stile del New York Times, e aveva lavorato anche come investitore e imprenditore. Un percorso costruito all'ombra di un cognome ingombrante, ma con la volontà di ritagliarsi uno spazio proprio.
Non sono mancati, nella vita di Presley Gerber, i momenti difficili. Nel dicembre 2019 era stato fermato per guida in stato di ebbrezza e, l'anno seguente, si era fatto tatuare sul viso la scritta "Misunderstood", cioè "frainteso", poi apparentemente rimossa. Un gesto che aveva fatto discutere e che raccontava, a suo modo, un disagio più profondo.
Proprio da quel disagio era nata la sua scelta più coraggiosa: parlare apertamente di salute mentale, depressione e delle proprie fragilità, come aveva fatto in un'intervista al podcast Studio 22. Aveva poi lanciato sui social la campagna "Mental Heart Mondays", condividendo il proprio percorso di recupero nella speranza di aiutare chi viveva le stesse difficoltà.
Solo lo scorso agosto la sorella Kaia, in una cover story per Vogue, aveva raccontato la lunga battaglia del fratello contro la dipendenza. Dopo la notizia della scomparsa sono arrivati i messaggi di tanti volti noti, da Paris Hilton al fotografo Collier Schorr, che ha ricordato quanto Presley "tenesse a tutto" e cercasse il proprio posto nel mondo. Resta il ritratto di un ragazzo sensibile, legatissimo alla sorella, che aveva provato a trasformare il proprio dolore in aiuto per gli altri.