Tupac Shakur, nuovi sviluppi per l'uomo sospettato di omicidio

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Un giudice ha respinto la richiesta di Duane “Keffe D” Davis, 62 anni, l’uomo accusato di aver avuto un ruolo nella morte della leggenda dell’hip-hop avvenuta nel 1996, di impedire l’ammissibilità delle prove che, secondo lui, sarebbero state ottenute tramite una perquisizione notturna illegale

Il 17 febbraio un giudice ha respinto la richiesta di Duane “Keffe D” Davis, 62 anni, l’uomo accusato di aver avuto un presunto ruolo nell'omicidio della leggenda dell’hip-hop Tupac Shakur avvenuto nel 1996, di impedire l’ammissibilità delle prove che, secondo lui, sarebbero state ottenute tramite una perquisizione notturna illegale. Come riporta Rolling Stone, gli avvocati William Brown e Robert Draskovich hanno sostenuto negli atti processuali che gli investigatori avessero presentato nella richiesta di mandato di perquisizione un “ritratto fuorviante” dell’uomo, che avrebbero descritto ingiustamente come uno spacciatore di sostanze stupefacenti potenzialmente armato e pericoloso che avrebbe potuto provocare uno scontro con la polizia e mettere a rischio i vicini. Al contrario, la difesa ha sostenuto che Davis fosse soltanto un nonno in pensione sopravvissuto a un tumore che “ha collaborato educatamente” alla perquisizione avvenuta nel luglio 2023 e al suo successivo arresto nel settembre dello stesso anno. Secondo i legali, all’epoca l’uomo stava conducendo una vita tranquilla insieme alla moglie in un sobborgo di Las Vegas e avrebbe solo chiesto la presenza di un avvocato prima di parlare con la polizia. La difesa ha aggiunto che proprio la polizia avrebbe in seguito messo in atto “omissioni strategiche”, descrivendo David come “un criminale più volte condannato” con un arresto per possesso di arma da fuoco, senza però evidenziare che le condanne per droga risalivano a 25 anni prima e che il suddetto arresto, avvenuto otto anni prima, non era infine sfociato in una condanna. Gli avvocati hanno inoltre dichiarato che Davis avrebbe abbandonato il traffico di droga nel 2008 e che, nei 10 anni successivi, avrebbe lavorato legalmente come ispettore in una raffineria di petrolio. In conclusione, l’immagine dell’uomo descritta per ottenere il mandato “assomigliava poco alla realtà”.

LA PERQUISIZIONE NOTTURNA

Nella richiesta di mandato di perquisizione, il detective della polizia metropolitana di Las Vegas Clifford Mogg aveva spiegato che gli agenti avrebbero cercato di procedere di notte per sfruttare il buio e così “circondare e mettere in sicurezza” la casa di Duane “Keffe D” Davis. In tal modo, se l’uomo o altre persone all’interno dell’abitazione avessero cercato di “barricarsi”, gli agenti avrebbero potuto evacuare le case vicine “con la minima esposizione ai residenti”, una motivazione di sicurezza che, però, gli avvocati della difesa William Brown e Robert Draskovich riterrebbero insensata per le maggiori probabilità della presenza dei vicini nelle loro case proprio durante la notte.

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IL MISTERO SUI FATTI

Duane “Keffe D” Davis è accusato di aver orchestrato l’omicidio di Tupac Shakur e di aver fornito la Glock calibro 40 che aveva ferito anche Suge Knight, il co-fondatore della Death Row Records, che stava guidando lungo la Strip di Las Vegas. Si sarebbe trattato di una ritorsione dopo una rissa con Orlando Anderson, che poche ora prima aveva coinvolto Shakur in un casinò. Nel 2008, Davis aveva affermato che Sean Combs, alias Puff Daddy, il fondatore della Bad Boy Records, avrebbe offerto un milione di dollari per far uccidere Shakur e Knight, ma il rapper ha negato le accuse. Davis aveva aggiunto che un suo complice, Eric “Zip” Martin, gli avrebbe fornito la pistola che avrebbe passato sul sedile posteriore di una Cadillac a noleggio, dove Anderson l’avrebbe infine usata per aprire il fuoco. Davis non avrebbe mai ricevuto alcun compenso. Prima di essere ucciso nel 1998 all’età di 23 anni a Compton, Anderson aveva tuttavia negato ogni coinvolgimento nella sparatoria. Ora l’accusa fa leva sulle memorie e sulle interviste di Davis come prove, mentre la difesa sostiene che si tratti di puro intrattenimento allo scopo di generare profitto, tanto da paragonare l’interesse del pubblico per la morte di Shakur all’assassinio di John F. Kennedy. In ogni caso, la polizia non ha mai recuperato la presunta arma del delitto. Intanto, David si è dichiarato non colpevole ed è detenuto senza possibilità di cauzione nel Clark County Detention Center. Il processo, rinviato più volte, inizierà il 10 agosto.

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