Il presidente americano ha rivelato il retroscena in un'intervista al New York Times. Il rapper e produttore discografico è stato condannato a quattro anni di carcere per trasporto di esseri umani a scopo di prostituzione
Non ci sarà nessuna grazia presidenziale per Sean Combs, alias Puff Daddy, il rapper e magnate dell’hip hop condannato a 50 mesi di carcere per trasporto di esseri umani a scopo di prostituzione nonostante l’assoluzione dalle accuse più gravi di traffico sessuale e associazione a delinquere. Ad affermarlo è stato lo stesso Donald Trump, che in un’intervista rilasciata al New York Times ha rivelato come Combs gli abbia spedito una lettera chiedendogli la grazia e ha però aggiunto di non avere alcuna intenzione di concedergliela.
Le parole di Trump
Trump ha raccontato di essere stato in passato vicino al rapper: "Eravamo molto amici, andavamo d'accordo e sembrava una brava persona – ha raccontato -. Non lo conoscevo bene, ma quando mi sono candidato, è stato molto ostile", ha aggiunto. Trump ha comunque deciso di rigettare anche richieste di grazia arrivate da altri personaggi noti, secondo quanto riportato dal New York Times. Più volte, nel recente passato, si era parlato della possibilità di grazia per Combs, ma solo ora il presidente ha raccontato di aver ricevuto la lettera. E al giornalista che gli chiedeva quando gli fosse stata spedita, Trump ha risposto semplicemente chiedendogli ironicamente se volesse vederla, senza però mostrarla.
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Il ricorso contro la condanna
Nel mese di dicembre i legali di Combs hanno presentato ricorso contro una pena ritenuta eccessiva perché, affermano, i condannati in base al Mann Act “di solito ricevono pene inferiori ai 15 mesi per i reati di questo tipo, anche nei casi di coercizione che in ogni caso qui la giuria non ha riscontrato”. Nell’ultima udienza, Combs aveva detto di essersi pentito del “comportamento disgustoso, vergognoso e malato” tenuto in quelli che sono stati chiamati freaks off, festini a luci rosse in cui l'impresario costringeva donne a lui legate sentimentalmente a "elaborate performance sessuali" con escort maschi, alimentate dalla droga e spesso filmate. Parole che comunque hanno portato il giudice Arun Subramanian a optare per la condanna a 50 mesi di detenzione.