Nel 2023 gli era stato diagnosticato un tumore al colon al terzo stadio e, nel giorno del suo 48esimo compleanno, aveva condiviso un video in cui aveva raccontato “l'anno più difficile" della sua vita con il cancro
È morto James Van Der Beek, attore diventato celebre per il ruolo di Dawson nella serie tv Dawson's Creek (LE REAZIONI). Solo pochi mesi fa, nel giorno del suo 48esimo compleanno, aveva condiviso sui social un video intitolato:“Cosa mi ha insegnato il cancro”. Nel 2023 gli era stato diagnosticato un tumore al colon al terzo stadio. Il 2024, aveva raccontato, è stato “l’anno più difficile della vita” ma “trovarmi faccia faccia con la morte mi ha fatto capire molte cose“. “Chi sono io?”, si era chiesto nel video, provando a darsi una risposta e ripercorrendo la sua vita.
La malattia e la riflessione su sé stesso
Nel video, spiegava di aver a lungo identificato sé stesso con il lavoro di attore, senza però sentirsi davvero appagato. “Quando ero più giovane, mi definivo solo come attore, il che non mi ha mai dato grandi soddisfazioni. Poi sono diventato marito ed è stato molto meglio e quando sono diventato padre, è stato il massimo. Mi sono trovato faccia a faccia con la morte e tutte quelle definizioni a cui tenevo così tanto, mi sono state strappate via”. La malattia lo aveva però costretto a fermarsi: durante le cure aveva vissuto lontano dalla famiglia. “Ero lontano per le cure, vivevo in un appartamento da solo e quindi non potevo più essere un marito che aiutava la moglie, un padre che andava a prendere i suoi figli a scuola, li metteva a letto ed era lì per loro. Non potevo nemmeno essere un supporto economico perché non lavoravo e nemmeno essere un custode della terra, perché a volte ero troppo debole per potare gli alberi”. “Mi sono chiesto: se sono solo un uomo troppo magro, debole, solo in un appartamento e con il cancro, chi sono?”, si domandava.
La fede e il messaggio sull’importanza della prevenzione
Nel momento più complesso, l’attore aveva raccontato di aver trovato sostegno nella fede. “Mi sono reso conto che sono degno dell’amore di Dio semplicemente perché esisto. E se sono degno dell’amore di Dio, non dovrei essere degno anche del mio?”, aveva spiegato, per poi proseguire con una riflessione: “Mentre attraverso questo portale di guarigione verso il recupero, volevo condividere questo pensiero con voi, perché questa rivelazione è arrivata grazie a tutte le preghiere e all’amore che mi sono stati rivolti. Non pretendo di sapere cosa sia Dio o di spiegarlo. I miei tentativi di connettermi con Dio sono un processo continuo, un mistero che si svela costantemente per me. Ma se non credi alla parola Dio e non riesci ad aggrapparti ad essa, puoi semplicemente far affidamento sulla tua mente e ripeterti “Sono degno di amore”, perché lo sei”. Aveva infine ricordato l’importanza della prevenzione.