Chiara Ferragni dopo il Pandorogate: “I social restano democratici, ora sono libera”
SpettacoloDopo la chiusura definitiva delle vicende giudiziarie legate al “Pandorogate”, l'influencer torna a parlare in un'intervista a Milano Finanza. Tra la difesa della “democrazia” dei social network e l'ammissione di errori nella scelta dei collaboratori, l'imprenditrice digitale delinea il suo futuro: una comunicazione più coerente, un ritorno alla vita reale e la consapevolezza di aver pagato un prezzo altissimo — circa 3,4 milioni di euro — per ritrovare la propria libertà
A distanza di due anni dalla tempesta che ha travolto il suo impero, Chiara Ferragni rivendica la validità del mezzo che l’ha resa un’icona globale. In un’intervista rilasciata a Roberto Sommella su Milano Finanza, l’influencer sottolinea come le piattaforme digitali conservino una natura meritocratica: “Credo ancora nei social, sono democratici, se hai qualcosa da dire ti danno la platea”. Nonostante il mercato sia profondamente mutato, Ferragni è convinta che il successo partendo da zero sia ancora possibile: “Se hai qualcosa da dire di interessante puoi trovare la tua community”. Per l'imprenditrice, il tasso di democrazia tra mondo digitale e reale è oggi equivalente.
Il peso del proscioglimento: 3,4 milioni di euro
La chiusura delle vicende giudiziarie, culminata con l'archiviazione delle accuse di truffa aggravata, non è stata priva di costi. Ferragni ha quantificato per la prima volta l'esborso complessivo necessario per chiudere ogni contenzioso, compreso l'accordo con il Codacons: “In tutto 3,4 milioni di euro tra la multa comminata dall'autorità garante (Agcm) nel dicembre 2023 per poco più di un milione di euro, le donazioni e l'accordo con il Codacons”. Questo percorso l'ha costretta a una maturazione accelerata: “Penso che questi due anni mi abbiano fatto crescere come dieci anni 'normali', quindi mi sento molto più matura e magari anche un po' più disillusa rispetto al passato”.
Approfondimento
Chiara Ferragni volto della campagna di Guess per la Primavera 2026
Gli errori e il futuro: “Voglio essere più coerente”
Guardando indietro, l'imprenditrice individua nella gestione del team e nella mancanza di expertise specifica i principali punti di rottura durante la crisi. “Sicuramente mi sarei dovuta circondare di persone con più esperienza”, ammette con franchezza, ricordando come il procedimento per truffa aggravata sia nato da una sanzione per pubblicità ingannevole che ha sorpreso i suoi stessi legali. Il futuro, tuttavia, non prevede un ritiro, ma una metamorfosi: la comunicazione sarà diversa, meno legata al "personaggio" costruito negli anni e più aderente alla "persona" reale. Ferragni punta a progetti più coerenti con il suo nuovo percorso, non escludendo la possibilità di scrivere un libro.
Approfondimento
Processo Pandoro Gate, Chiara Ferragni prosciolta da accusa di truffa
Una libertà oltre lo schermo
L’epilogo di questa vicenda segna un punto di svolta per la carriera della digital entrepreneur. Ferragni oggi dichiara di sentirsi “più libera”, una condizione che considera la base imprescindibile per ogni progetto futuro e per il ritorno alla vita reale. La citazione di Umberto Eco — secondo cui dai "quattro amici al bar" si è passati a platee di milioni di persone — serve a sottolineare la responsabilità di chi comunica oggi. Il ritorno di Chiara Ferragni mette il pubblico di fronte a una nuova fase: quella della consapevolezza e della ricostruzione, dove la trasparenza e la coerenza diventano gli unici asset per ripartire in un mercato che non permette più zone d'ombra.