La Scala in città, il teatro ha invaso Milano in una seconda edizione da ricordare. VIDEO

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Chiara Ribichini

Coro, Corpo di Ballo, musicisti della Filarmonica e allievi dell’Accademia. Tutti gli artisti scaligeri sono stati impegnati in cinque giorni di spettacoli gratuiti con cui hanno portato musica e danza nei diversi quartieri, dal centro alla periferia. Un’iniziativa, giunta al secondo anno, accolta dal pubblico con tutto esaurito e tifo da stadio

Si è chiusa con una grande festa al Piermarini la seconda edizione de La Scala in città, in collaborazione con Filarmonica della Scala e Accademia Teatro alla Scala nell’ambito dell’iniziativa “Milano è viva” promossa dal Comune di Milano, che ha portato per il secondo anno consecutivo il teatro in tutti i quartieri di Milano, dal centro alla periferia. Un’ondata di musica e danza che ha invaso luoghi anche abitualmente dedicati ad altre attività, come l’Allianz Cloud dove solitamente si giocano partite di basket o pallavolo. Cinque giorni di spettacoli gratuiti che hanno visto impegnate tutte le forze scaligere: coro, corpo di ballo, musicisti della Filarmonica e, per la prima volta, anche gli allievi dell’Accademia. Tutti insieme per portare il teatro a tutti sulla scia del segnato tracciato da Paolo Grassi.

Meyer: “Andiamo incontro alle persone, il teatro è di tutti”

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5 giorni di spettacoli gratuiti. VIDEO


“L’idea è di andare a incontrare le persone che pensano che la musica classica, l’opera e il balletto non siano per loro. Noi siamo convinti che il teatro possa toccare tutti, bisogna solo toccare quella corda che molti pensano di non avere per far scoprire la bellezza della nostra arte a tutti” aveva sottolineato il sovrintendente del Teatro alla Scala Dominique Meyer durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi, in linea con lo spirito dell’iniziativa, fuori dal Piermarini presso il Mosso, lo spazio riqualificato all’interno del Parco Trotter, zona periferica della città.  “Si deve fare uno sforzo per entrare in un teatro impressionante come la Scala, il primo passo è difficile. Noi vogliamo semplicemente facilitare questo accesso alla cultura” aveva aggiunto Meyer.
E così è stato. Tutto esaurito fin dal primo giorno, con il coro di voci bianche al Teatro Munari e la Filarmonica allo Spirit de Milan, locale della Bovisa. Il freddo e il maltempo hanno costretto a rivedere alcune date, come quella prevista ai Bagni Misteriori che è stata cancellata, e a sfruttare soprattutto gli spazi al chiuso ma non hanno fermato la manifestazione e la voglia di partecipazione. Tra i luoghi in cui la Scala ha dato spettacolo nei giorni successivi anche il teatro Puntozero, nel carcere Beccaria, e all’Allianz Cloud dove sono andati in scena prima gli allievi della Scuola di Ballo e poi tutto il Corpo di Ballo diretto da Manuel Legris. Abbiamo assistito a questa maratona danzante nel palazzetto dello sport.

Gli allievi della Scuola di Ballo all’Allianz Cloud

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Un’impresa non facile quella di danzare là dove solitamente si giocano le partite di pallacanestro o di pallavolo. Andare in scena con il pubblico così vicino e più in alto rispetto agli artisti, con una prospettiva praticamente rovesciata rispetto a quella a cui si è abituati, in uno spazio con confini tutti da trovare e senza un unico fronte vista la presenza degli spettatori su tre lati, è stata una bella sfida che anche i giovani allievi della Scuola di Ballo, diretta da Frédéric Olivieri, hanno affrontato dimostrando una sicurezza rara per la loro età.
Il programma li ha visti aprire le danze con la Presentazione, coreografia del direttore Olivieri su musica di Johann Sebastian Bach. Un grande classico che permette di presentare, come suggerisce lo stesso titolo, al meglio gli studenti. Dal primo all’ottavo corso. Il programma ha poi visto due coreografie contemporanee e due estratti dallo Schiaccianoci nella versione rivisitata da Olivieri. Nel dettaglio gli allievi si sono esibiti in Largo, coreografia di Matteo Levaggi su musica di Johann Sebastian Bach eseguita dal vivo da Sofia Bellettini al violoncello e con i costumi di Federico Sangalli. Con loro anche Lorenzo Lelli, splendido danzatore appena diplomato alla Scuola di Ballo e pronto per la nuova avventura da professionista nel corpo di ballo dell’Opéra di Parigi. Si è passati poi al pas de deux tratto dal primo atto dello Schiaccianoci con Rebecca Lucca e Alessandro Francesconi, che hanno ricreato tutta la magia del balletto natalizio per eccellenza. In Variations for Five, di Emanuela Tagliavia su musica di Bach, 5 giovani allievi hanno dimostrato una grande versatilità tirando fuori una qualità di movimento molto lontana dal mondo classico e accademico che tanto gli appartiene. In chiusura un pezzo corale di grande impatto con il Valzer dei Fiori dello Schiaccianoci

Il Corpo di Ballo e il tifo da stadio

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Dopo gli allievi, all’Allianz Cloud si è esibito il Corpo di Ballo della Scala guidato da Manuel Legris con un programma confezionato davvero con cura, capace di spaziare dal classico al contemporaneo, dal virtuosismo alle coreografie più raffinate e “alte”. Come Debussy pour sept danseurs di Roland Petit, interpretato con grande precisione da Martina Arduino e Marco Agostino, o Luminous, un vero gioiello di András Lukács che sembra esser stato creato ad hoc per Nicoletta Manni e Timofej Adnrijashenko, luminosi e poetici. E fin dall’inizio si è percepita subito un’atmosfera diversa molto più vicina agli applausi e al tifo proprio delle manifestazioni sportive. Vere e proprie ovazioni hanno accolto i danzatori che si inchinavano davanti ai diversi lati in cui era disposto il pubblico. Tra le perle coreografiche più contemporanee presentate anche il passo a due dall’atto II di Progetto Händel di Mauro Bigonzetti che ha portato in scena Maria Celeste Losa in tutta la bellezza e purezza di linea accanto a Gabriele Corrado, partner sempre solido e di grande presenza scenica, o Les Combat des Anges, celebre pezzo di Roland Petit su musica di Gabriel Fauré che ha visto ancora una volta in scena Marco Agostino accanto a Claudio Coviello, artista sempre intenso e con una rara musicalità. In programma anche due pezzi che erano stati già inseriti nel Gala Fracci come Cacucha, di Jean Coralli, con la graziosa Caterina Bianchi, e il passo a due tratto da La Strada di Mario Pistoni con Antonella Albano e Massimo Garon, teneri e intensi. Spazio al virtuosismo con i salti sorprendenti di Federico Fresi in Gopak e al classico più puro che ha fatto risplendere prima Virna Toppi e Nicola del Freo nel passo a due dal II atto di Le Corsaire nella versione rivisitata da Manuel Legris, e poi la neo prima ballerina Alice Mariani e Timofej Andrijashenko accanto al corpo di ballo della Scala nell’adagio tratto da Paquita.
Uno spettacolo che è stato poi ripresentato al Teatro alla Scala in chiusura di questa seconda edizione della Scala in città. Cinque giorni che, siamo sicuri, Milano e gli artisti non dimenticheranno. Perché, per citare Paolo Grassi, “se la città ha bisogno del teatro, il teatro ha bisogno dei cittadini”.

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