Jacopo Tissi, Marianela Nuñez e non solo: all’Opera di Roma parata di star per Il Corsaro

Spettacolo

Chiara Ribichini

Foto: Fabrizio Sansoni

In scena dal 10 al 15 maggio il balletto nella versione firmata da José Carlos Martinez per il corpo di ballo capitolino nel 2020 e interrotta dalla pandemia. Tra i protagonisti anche Jacopo Tissi, l’étoile che ha lasciato il Bolshoi dopo l’inizio della guerra, e Vadim Muntagirov che debuttano al Costanzi. Nei ruoli principali anche Maia Makhateli, Susanna Salvi e Alessio Rezza

Un grande titolo con grandi nomi. Al Teatro dell’Opera di Roma si alza il sipario su Il Corsaro, grande classico del repertorio che torna nella versione che era stata creata da José Carlos Martinez per la compagnia capitolina nel 2020 e interrotta dalla pandemia poco dopo il debutto. Il balletto, in scena dal 10 al 15 maggio, vede il debutto sul palco del Costanzi di due grandi danzatori nel ruolo di Conrad: Vadim Muntagirov, principal dancer del Royal Ballet, e Jacopo Tissi, l’étoile che ha lasciato il Bolshoi di Mosca (primo italiano nella storia a esser riuscito a entrare nella compagnia moscovita e a essere eletto principal dancer) subito dopo l’inizio della guerra e nella prossima stagione sarà primo ballerino ospite del Teatro alla Scala. Debutta nel ruolo di Medora Marianela Nuñez, principal dancer del Royal Ballet di Londra, splendida danzatrice per musicalità e cura dei dettagli. La Nuñez danzerà con Muntagirov il 10 e il 12 maggio, mentre accanto a Jacopo Tissi l’11 e il 13 maggio danzerà Maia Makhateli, danzatrice georgiana che è stata protagonista de Il Lago dei cigni al Circo Massimo nel 2021. A loro si alterneranno il 14 e il 15 maggio Susanna Salvi e Alessio Rezza, rispettivamente étoile e primo ballerino del Teatro dell’Opera.

Il corsaro

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Il corsaro Conrad e la schiava Medora sono i protagonisti delle avventurose vicende narrate nel balletto creato su libretto di De Saint Georges e Mazilier dal poema The Corsair di Byron. Un balletto che rispecchia quell’esotismo caro alla seconda metà dell’Ottocento e che resta uno dei capisaldi del repertorio per i virtuosismi che impreziosiscono variazioni e pas de deux. Il Maestro Alexei Baklan dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma nelle musiche di Adam, Pugni, Delibes, Drigo. L’allestimento è impreziosito da costumi e scene di Francesco Zito e dalle luci di Vinicio Cheli.

Il debutto di Jacopo Tissi

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"Felice di vedere finalmente in scena il balletto che era stato sospeso dalla pandemia – ha sottolineato il Sovrintendente Francesco Giambrone – felice che, insieme ai nostri bravissimi danzatori, étoiles e primi ballerini, Il Corsaro sia l’occasione anche del debutto al Teatro dell’Opera di Jacopo Tissi che in questo terribile tempo di guerra ha fatto una scelta personale e professionale molto forte e significativa. Ancora una volta il nostro Teatro conferma vicinanza e attenzione agli artisti ucraini, accogliendo sul suo podio il maestro Alexei Baklan, originario di Kiev. Una grande produzione di balletto che ribadisce il ruolo che ha il nostro Corpo di Ballo nelle strategie complessive della Fondazione".

Il ritorno dopo lo stop a causa della pandemia

 

La Direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato ha ricordato come "Il Corsaro sia sempre stato per me uno dei più importanti balletti del repertorio, un titolo classico ma molto “danzante”, fondamentale per i nostri interpreti. Presentarlo nel 2020 a Roma con Martínez è stata un’opportunità unica. L’interruzione delle repliche a causa della pandemia ci ha lasciati in sospeso per due anni, ma rende carico di significato il ritorno in scena di una nuova creazione già apprezzata dalla critica che, a gennaio 2021, gli ha conferito il premio Danza&Danza 2020 come “miglior spettacolo classico dell’anno”. Un classico con nuove coreografie è stimolante per i ballerini e per il pubblico che aspettiamo numeroso questa volta, ci auguriamo, fino all’ultima delle otto rappresentazioni in programma".

L’importanza della trama e il rispetto per la tradizione

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José Carlos Martínez ha spiegato da dove sia partito per creare la sua versione: "In genere Il Corsaro è una successione di variazioni per mostrare la tecnica degli interpreti con una drammaturgia molto confusa e troppo complessa. Per me è fondamentale far capire al pubblico cosa sta succedendo sulla scena. Così ho ridotto la durata del balletto in solo due atti e ho reso più accessibile e chiara la trama. Ho eliminato il personaggio di Alì, che non aggiungeva nulla all’azione, e ho messo in evidenza la storia portante, quella dei due personaggi Medora e Conrad. Ho mantenuto tutte le variazioni e i pas de deux che mostrano la tecnica dei ruoli principali e secondari, ma al servizio dell’azione. È molto importante rispettarli perché sono stati trasmessi di generazione in generazione. Tengo molto alla tradizione e la rispetto: voglio che il pubblico rintracci nella mia versione dei legami con l’originale. Per il resto ho cercato di dare una maggiore fluidità perché penso che il balletto classico, oggi, debba essere danzato in maniera più dinamica. Il lavoro all’Opera di Roma mi ha molto arricchito, ho apprezzato la grande qualità del Corpo di Ballo, il lavoro omogeneo e sempre in ascolto".

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