Scala, nel Duomo di Milano la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi per le vittime del Covid

Spettacolo

Chiara Ribichini

Riccardo Chailly dirigerà l’orchestra e il coro del Teatro alla Scala che per la prima volta tornano a suonare dal vivo dopo il lockdown, insieme ma distanziati. Una commemorazione a cui sarà presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che sarà poi ripetuta anche a Bergamo e a Brescia

Il Duomo, la Scala, Giuseppe Verdi. Tre simboli di Milano e dell’Italia. Di un Paese che vuole ripartire da qui, sulle note della sua storia, per ritrovarsi unito in una preghiera corale per tutte le vittime del Covid (GLI AGGIORNAMENTI). Una musica che romperà il silenzio di tanti mesi di lockdown. Sarà Riccardo Chailly a dirigere la Messa da Requiem con cui l’orchestra e il coro del Teatro alla Scala torneranno, per la prima volta, a suonare dal vivo. Insieme ma distanziati. 
“Eseguire il Requiem qui in Duomo e poi a Bergamo e a Brescia, sarà un’operazione non facile dal punto di vista acustico forse ma profondamente significativa dal punto di vista umano” sottolinea il direttore musicale del Teatro alla Scala di Milano Riccardo Chailly durante la conferenza stampa.  

Chailly: “Milano deve vivere, non sopravvivere”

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Composto da Verdi in memoria di Alessandro Manzoni nel 1874, il Requiem risuonerà in ricordo delle oltre 35.500 vittime della pandemia di cui più di 16.800 nella sola Lombardia (IL BOLLETTINO). Una Messa per i defunti a cui parteciperanno circa 600 persone con la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro della Cultura Dario Fransceschini e l’arcivescovo di Milano Mario Delpini. Tra i presenti anche Eliana Mismetti, portalettere a Nembro, uno dei comuni bergamaschi più colpiti dal Covid.
Un momento di commemorazione che avrà il suo apice nelle note drammatiche del Dies Irae ma che lascerà un messaggio di speranza.  
“Se leggiamo attentamente il testo latino adoperato da Verdi per il Libera me si capisce che c’è una richiesta al destino dell’esistenza umana per poter pensare a un futuro che possa essere ripensato dopo la morte. Sento la necessità di sottolineare il valore di questa opera straordinaria di Verdi per dare un segnale di ripartenza, di grande convinzione che Milano deve vivere, non sopravvivere”.

Meyer: “La Scala unisce l’Italia”

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Dopo il Requiem si tornerà in Teatro con la Nona Sinfonia

"Il Requiem di Verdi è il nostro pezzo più importante. E' un brano che unisce tutta l’Italia. So che la Scala sempre ha avuto questo ruolo storico e cerchiamo di mantenerlo” assicura il sovrintendente del Teatro alla Scala Dominique Meyer, arrivato da Vienna poco prima del lockdown. “Sono rimasto molto colpito dalla disciplina delle persone qui in Italia. In questi mesi abbiamo imparato tanto. Ci saranno delle cose che resteranno, come il rispetto o la mascherina. Io non credo che prenderò mai più un aereo senza indossarla anche quando l’emergenza sarà finita. Ma la cosa che la pandemia ci ha insegnato è soprattutto che anche quando il cielo è azzurro, blu, senza nuvole, possono succedere delle cose a cui nessuno avrebbe mai pensato".

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