Fase 2, oggi i lavoratori dello spettacolo scendono in piazza in 13 città

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Alle ore 15.00 in Piazza San Giovanni a Roma e in altre 12 città italiane, i professionisti dello spettacolo e della cultura protesteranno per chiedere che vengano ascoltate le richieste della categoria duramente colpita dall'emergenza coronavirus

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Appello di Nancy Brilli

 

Da piazza Duomo a Milano, passando per piazza Plebiscito a Napoli fino a piazza Verdi a Palermo e Piazza San Giovanni a Roma, migliaia di cittadine e cittadini "che hanno 'fame' di cultura" manifesteranno "per dire con fermezza e determinazione che la Cultura non può essere più secondaria a niente". Oggi alle ore 15.00 in Piazza San Giovanni di Roma e in altre 12 città lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura italiana, riuniti in un Coordinamento nazionale di realtà, collettivi e movimenti autonomi indipendenti, che contengono centinaia di migliaia di persone, scendono in piazza per chiedere che vengano ascoltate le richieste della categoria. "Sabato saremo in piazza per dire a voce univoca #convocateci e finché non ci sarà un incontro, noi saremo pronti a mantenere uno stato di agitazione permanente dello spettacolo e della cultura in Italia", scrivono gli organizzatori della protesta dei lavoratori "che si riconoscono negli art. 4, 9 e 33 della Costituzione Italiana, nella cultura etica del lavoro, nei suoi doveri e nei suoi diritti".

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"Il 19 maggio abbiamo richiesto un incontro alle istituzioni (presidente Conte; ministro Franceschini e ministro Catalfo) e la risposta è stata: il SILENZIO - si legge in un comunicato, in cui sono elencate le richieste principali rivolte alle istituzioni. Eccole: un reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori e ne tuteli e garantisca l'esistenza, salvaguardando i rapporti di lavoro in atto, anche attraverso incontri politici e tecnici, quindi alla presenza di ministeri e Inps. E, oltre a questo, un tavolo di confronto tecnico-istituzionale immediato sulla riapertura, fra lavoratrici, lavoratori, sindacati, governo e istituzioni, che abbia come priorità: salute per lavoratori, lavoratrici e pubblico; protocolli di sicurezza; finanziamenti pubblici; strumenti di riforma, sia per la ripartenza in presenza, che per una virtualità sostenibile e democratica.

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