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Brit Awards 2020: tutto quello che c'è da sapere prima che vengano assegnati

Spettacolo

Dopo gli Oscar, i Golden Globe e i Grammy è il momento dei riconoscimenti musicali più ambiti del Regno Unito. Martedì 18 febbraio alla O2 Arena di Londra si terrà la cerimonia di premiazione, che è già stata accompagnata da qualche polemica

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La stagione dei premi prosegue. Dopo quelli legati all'industria cinematografica anche il mondo della musica premia le migliori produzioni dell'anno appena trascorso. Archiviati i Grammy, martedì 18 febbraio, è il turno dei Brit Awards, i più importanti riconoscimenti musicali del Regno Unito. Dalle nomination allo show: ecco tutto quello che c'è da sapere.

Cosa sono i Brit Awards

I Brit Awards sono i premi musicali che ogni anno vengono assegnati nel Regno Unito agli artisti dalla British Phonographic Industry, ovvero l'associazione che rappresenta le case discografiche britanniche, nata nel 1973 comprende centinaia di imprese discografiche, incluse le quattro grandi major (Universal, Sony, EMI e Warner). Considerati i premi musicali più prestigiosi del Paese, sono i “fratelli” inglesi degli americani Grammy.

Lo show

L'edizione numero 40 comincerà alle 19.30, orario di Londra, e a presentarla ci sarà ancora Jack Whitehall, per il terzo anno consecutivo. Diversi i cantanti che si alterneranno sul palco tra una premiazione e l'altra: Billie Eilish, Celeste, Harry Styles, Lewis Capaldi, Mabel e Stormzy, sono stati i primi nomi a essere confermati, seguiti a breve distanza da Lizzo e Dave. Molta attesa per le performance di Billie Eilish, che presenterà “No Time to Die” la canzone scritta per il nuovo film di 007, ma tanta curiosità circonda anche Lizzo, la cantautrice, rapper e flautista americana esplosa nel 2019 con il singolo Juice, già vincitrice di tre Grammy neanche un mese fa.

Le categorie e i premi

I vincitori dei BRIT Awards 2020 sono scelti dall’Academy ufficiale, composta da circa 1200 esperti dell’industria musicale del Regno Unito tra artisti, retailers, promoters, agenti, editori, etichette, produttori e media. È stato eliminato il voto dei fan per evitare che vincano sempre e solo artisti amati dai più giovani. Gli organizzatori promettono “Più musica" dando il pieno controllo creativo ai diretti interessati. La British Phonographic Industry ha anche deciso di ridurre il numero di premi da tredici a nove, abolendo quindi alcune categorie come 'International Group Award', 'Best British Video Award', 'Outstanding Contribution to Music Award' e 'Global Success Award'. Altre, invece, sono state rinominate: 'Best New Artist' invece di 'British Breakthrough Act', 'Rising Star Award' al posto di 'Critics' Choice Award' mentre 'British Single of the Year' è diventato semplicemente 'Song of the Year'. I cambiamenti arrivano dopo diversi anni segnati da crollo degli spettatori ed è in questa direzione che va la decisione di ritirare alcuni premi per rendere lo spettacolo più snello.

Le nomination

L'11 gennaio sono state svelate le nomination nella classica pre-cerimonia Brits Are Coming. Un vero show, ricco di performance in cui si sono esibiti, tra gli altri Liam Payne Cheat Codes con 'Live Forever' e Mabel con 'Don't Call Me Up'. Tra gli artisti con il maggior numero di candidature ci sono il cantautore scozzese Lewis Capaldi (tra gli ospiti internazionali del Festival di Sanremo 2020) e Dave con 4 nomination, seguono Mabel and Stormzy con tre e Harry Styles e Michael Kiwanuka con due (Qui la lista completa delle nomination)

Le polemiche

Non sono mancate le polemiche dopo la pre-cerimonia. La presenza di una sola donna - Mabel - tra le 25 candidature disponibili nelle categorie di genere misto ha causato diverse accuse di sessismo. Gli organizzatori hanno però declinato ogni accusa. Per l'Academy, infatti, il problema riguarderebbe la capacità dell'industria musicale britannica nel trovare e sviluppare artiste di successo. Una carenza evidente anche nella classifica degli album e dei brani più venduti nel 2019 nel Regno Unito, in cui Mabel con il suo singolo "Don't Call Me Up" è l'unica dona britannica ad entrare nella top 10.