L'artista, 74 anni, soprannominato "il magro" dei Gemelli Ruggeri, con la sua comicità fatta anche di silenzi aveva affascinato persino Federico Fellini
È morto a 74 anni Luciano Manzalini, "il magro" del duo comico dei Gemelli Ruggeri. A dare la notizia è stato Eraldo Turra, l'altra metà del duo.
Chi era Luciano Manzalini
Nato a Milano l'1 gennaio 1952, Luciano Manzalini è stato un attore, comico, autore e scrittore, celebre soprattutto come la metà “magra” del duo comico dei Gemelli Ruggeri, una delle formazioni più originali e amate della scena cabarettistica italiana dagli anni ‘80 in poi.
La sua carriera artistica nasce alla fine degli anni Settanta, quando si avvicina al teatro presso il Centro Teatrale Roselle. Il contesto in cui si forma è quello del Gran Pavese Varietà di Bologna, un laboratorio di cabaret da cui uscirono artisti come Patrizio Roversi, Syusy Blady, Vito e lo stesso Manzalini. Qui incontra Eraldo Turra, con cui forma nel 1979 i Gemelli Ruggeri, un duo caratterizzato da un umorismo surreale, basato su tempi comici, gestualità e un linguaggio inatteso.
Il loro successo si consolida negli anni Ottanta, grazie alle partecipazioni televisive a programmi come Mixerabili su Rai 2 e, soprattutto, Drive In e Lupo Solitario su Italia 1. Nei Gemelli lui faceva Manzalini era uno stralunato e demenziale Stanlio, mentre Eraldo Turra era un Ollio tutto petroniano.
Manzalini non è stato solo un comico di palco e televisione: la sua formazione culturale, con studi anche in chimica, e la sua sensibilità, lo hanno portato a lavorare per il teatro e per il cinema, e a scrivere sceneggiature. In carriera ha collaborato a progetti cinematografici come La voce della luna di Fellini, è stato protagonista degli iconici film di Croda, parodia dello stile sovietico che decantava le glorie del socialismo. E ha pubblicato libri di poesie e aforismi, tra cui L’amore svenuto e Dubbi di un presunto scrittore, che raccontano il suo amore per le parole e la riflessione.
Lo stile comico
La comicità di Luciano Manzalini era basata principalmente sui silenzi, sugli sguardi, sulle espressioni. Complice quel corpo sottile, che lo rendeva simile a un fumetto, strappava sempre un sorriso. Tanto che persino Federico Fellini divenne suo fan.
Alcuni anni fa, Luciano Manzalini era stato colpito da un ictus. "Luciano era una persona schiva, ma non si può dire che non amasse stare sotto i riflettori. Aveva uno sguardo ironico sulla vita, capace di guardare le cose in modo diverso, un’ironia profonda un po’ alla Stanlio e Olio. E questo mi mancherà moltissimo", così lo ha ricordato Eraldo Turra, l'altro "gemello".