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L'uomo di Neanderthal sapeva anche andare sott'acqua: ecco le prove

I titoli di Sky Tg24 delle ore 8 del 16/1

1' di lettura

Un team di ricercatori internazionali ha esaminato numerosi reperti appartenuti a questa popolazione preistorica, rinvenuti in una grotta del litorale laziale. Avvalorando la tesi per cui avesse anche capacità subacquee  

I Neanderthal che circa 90.000 anni fa si trovavano lungo il litorale laziale avevano una qualità inedita. Più frequentemente descritti come uomini rudi abituati a cacciare mammut, questa popolazione in realtà era molto abile anche nell’attività subacquea, tanto da esser capace di immergersi in apnea nelle acque del Mediterraneo per andare alla ricerca di conchiglie che poi venivano lavorate per diventare utensili. A dirlo sono i reperti ritrovati nella Grotta dei Moscerini vicino Gaeta, al centro di uno studio pubblicato sulla rivista “Plos One” e condotto da un gruppo di ricerca internazionale guidato dall’archeologa Paola Villa, dell'università del Colorado, con la partecipazione dell'università di Pisa, della Sapienza e di Roma 3.

I reperti analizzati

Nel 1949 gli archeologi che avevano lavorato sul sito avevano scoperto alcuni manufatti insoliti, dozzine di conchiglie che i Neanderthal avevano raccolto e poi trasformato in strumenti affilati. Si tratta di 171 reperti tra cui numerosi gusci di mollusco fasolaro che i Neanderthal avevano lavorato utilizzando piccoli martelli di pietra per ottenere dei raschiatori. Circa tre quarti di questi strumenti preistorici presentano una superficie opaca e leggermente abrasa dalla sabbia, segno che i gusci erano stati portati sulla spiaggia dalle correnti marine dove poi erano stati raccolti dai Neanderthal. Altre conchiglie facenti parte dei ritrovamenti, erano invece leggermente più grandi delle altre, dotate di una superficie esterna liscia e luminosa, segno che erano state pescate direttamente sott'acqua. Per questo motivo sono arrivati a sostenere che i Neanderthal non raccogliessero solo conchiglie che giacevano sulla spiaggia, ma trattenessero il respiro e facevano vere e proprie immersioni per raccogliere il materiale che poteva servire loro.

Non solo caccia

Questo studio, dunque, avvalora la tesi secondo cui i Neanderthal potrebbero aver avuto un legame molto più stretto con il mare di quanto molti scienziati abbiano mai pensato. "I Neanderthal non cacciavano solo grandi mammiferi, ma si occupavano anche di pesca e facevano perfino immersioni" molto prima dell'arrivo dell'uomo moderno, ha spiegato Villa. "È del tutto possibile che questa popolazione preistorica s’immergesse fino a 2 o anche 4 metri sott’acqua per reperire materiale, sebbene non disponessero di alcuna attrezzatura subacquea”. Questa ipotesi si va ad aggiungere a quella dell’antropologo Erik Trinkaus che già in passato, dopo la scoperta dei resti di diversi Neanderthal, avevano notato un'anomala crescita ossea nel canale uditivo nota come “orecchio del nuotatore”, tipica delle persone che praticano sport acquatici.  

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