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Gli uomini di Neanderthal erano meno violenti di quanto si creda

I titoli di Sky tg24 delle ore 17 del 14/11

2' di lettura

Un gruppo di ricercatori tedeschi ha comparato i fossili di questi uomini primitivi con quelli dei Sapiens e ha concluso che lo stile di vita delle due specie non era molto differente

L’uomo di Neanderthal non era poi così violento come lo si è sempre immaginato. Certo, la brutalità e la violenza erano parte integrante della loro quotidianità, ma a livelli inferiori rispetto a quelli pensati finora e il loro stile di vita non si distaccava molto da quello condotto dagli antenati dell’uomo, i Sapiens. Lo dimostra uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Tubingia e pubblicato sulla rivista Nature.

Uno stile di vita violento e pericoloso

I Neanderthal hanno sempre avuto la reputazione di essere uomini violenti. Questo pensiero si è diffuso a partire dai ritrovamenti dei primi fossili, in molti dei quali erano presenti ferite alla testa e al collo. Gli studiosi avevano quindi concluso che l’esistenza di questi primitivi fosse caratterizzata da una continua brutalità, sia all’interno di una stessa tribù, sia tra membri di diversi gruppi. Le lesioni erano anche la conseguenza della tecnica di caccia adottata da questi uomini vissuti in Europa e Asia occidentale nel periodo compreso tra 400.000 a 40.000 anni fa. Essi infatti dovevano avvicinarsi molto alle prede per attaccarle con le loro lance, aumentando il rischio di cadere vittime di pericolosi incidenti, anche mortali.
La loro vita è stata sempre dipinta come violenta e pericolosa, ma questa ipotesi è stata formulata a partire dai singoli fossili, senza mai compararli con il resto della popolazione o con i resti dei Sapiens.

Fossili comparati con quelli dei Sapiens

Per la prima volta, i ricercatori dell’Università tedesca hanno messo a confronto i fossili dei Neanderthal con quelli dei Sapiens vissuti nello stesso periodo, per un totale di circa 800 resti analizzati. È emerso che la quantità di lesioni presenti nelle ossa sono distribuite equamente tra le due specie e che in entrambi i casi sono più numerose nei maschi, probabilmente a causa della divisione dei compiti e dei lavori. Questa scoperta "demolisce l'ipotesi che i Neanderthal fossero più inclini a ferirsi alla testa rispetto ai Sapiens a causa del loro comportamento violento e della capacità di caccia inferiori", afferma Katerina Harvati, coordinatrice del progetto.
L’esperta conclude che l’immagine attribuita ai Neanderthal deve essere perciò “riconsiderata”.

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