Scoperta l'arte più antica della storia: è dei Neanderthal

Le celebri pitture rupestri delle grotte di Lascaux, in Francia (Getty Images)
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Importante ritrovamento in tre diverse caverne della Spagna. Le pareti sono state decorate almeno 64mila anni fa, circa 20mila anni prima dell'Homo Sapiens

I primi artisti della storia? Sono stati gli uomini di Neanderthal. L'importante scoperta è stata realizzata in Spagna, dove sono state ritrovate delle pitture rupestri che sarebbero, al momento, le più antiche del mondo.

Arte di 64mila anni fa

Gruppi di animali, punti, figure geometriche e impronte delle mani, dipinti in ocra e nero. Sono queste le espressioni artistiche ritrovate nella caverne scoperte in tre siti in Spagna; La Pasiega, Maltravieso e Ardales sono situate a 700 chilometri di distanza le une dalle altre. Le pitture rupestri sono state decorate almeno 64mila anni fa, vale a dire 20mila anni prima dell'arrivo dell'Homo sapiens, finora ritenuto il primo "artista" della storia.

Riscritta la preistoria

Lo studio è stato pubblicato sulle riviste Science e Science Advances, in due ricerche coordinate dall' Istituto tedesco Max Planck e parlano anche italiano, grazie al contributo dell'università di Trento. Le scoperte "riscrivono il nostro punto di vista sulla preistoria antica, perché indicano che l'uomo è diventato 'umano' prima di quanto immaginato" ha spiegato uno degli autori della ricerca, il geoarcheologo Diego Angelucci dell'ateneo trentino. "A lungo - ha aggiunto - abbiamo immaginato i Neanderthal come esseri con caratteristiche inferiori rispetto ai Sapiens, ma stiamo vedendo che erano più sofisticati di quanto si credesse".

Capacità simboliche

I dipinti scoperti in Spagna indicano che questi antenati dell'uomo avevano già sviluppato capacità artistiche e simboliche. I dipinti delle grotte spagnole La Pasiega, Maltravieso e Ardales raffigurano, come detto, gruppi di animali, punti e segni geometrici e impronte delle mano. In una quarta grotta, Cueva de los Aviones, le conchiglie usate per mescolare i colori hanno conservato tracce degli ossidi di ferro con cui si otteneva l'ocra.

La nuova tecnica di datazione

Le conchiglie usate per mescolare i colori sono ancora più antiche, visto che risalgono a 115mila anni fa. Cruciale per la scoperta è stata la nuova tecnica di datazione basata sul decadimento radioattivo dell'uranio e del torio: grazie al nuovo strumento si è scoperta l'epoca cui risalgono i piccoli depositi di sali che si sono accumulati su pitture e conchiglie. Un'epoca nella quale l'Homo sapiens non era ancora arrivato in Europa.

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