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Era glaciale, uno studio svela come gli animali siano sopravvissuti

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 del 4/12

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Grazie all’analisi di alcuni sedimenti rocciosi, ricchi di ferro, gli studiosi dell’università canadese McGill, hanno potuto capire meglio come la vita abbi potuto superare il periodo più rigido che la Terra abbia mai conosciuto

In che modo la vita è riuscita a sopravvivere alla più grave era glaciale? Il merito sarebbe stato di piccole pozze d’acqua liquida, particolarmente ricche di ossigeno, nascoste tra i ghiacci. Grazie a questa fonte di approvvigionamento è stato possibile per gli animali sopravvivere al periodo più rigido che la Terra abbia mai conosciuto, conosciuto come “cryogeniano”, periodo compreso fra 850 e 635 milioni di anni fa. La tesi è stata proposta in un dettagliato studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) che ha visto protagonista un gruppo di ricercatori dell’università canadese McGill, coordinato da Maxwell Lechte.

Le analisi delle rocce

In particolare i ricercatori hanno concentrato i loro studi su rocce ricche di ferro, eredità di alcuni depositi glaciali presenti in Australia, Namibia e California così da ottenere una quadro specifico sulle condizioni ambientali tipiche dell’era glaciale. Utilizzando mappe geologiche e servendosi dell’aiuto di abitanti di quei luoghi, gli studiosi hanno rintracciato sedimenti rocciosi, camminando su percorsi impegnativi per rintracciare le zone d’interesse. Quindi, dopo aver esaminato la composizione chimica di queste rocce, i ricercatori sono stati in grado di stimare la quantità di ossigeno presente negli oceani circa 700 milioni di anni fa e comprendere così meglio gli effetti che ciò avrebbe avuto su tutta la vita marina.

Le bolle d’acqua

“In pratica alcune bolle d’aria rimaste intrappolate nei ghiacci sono state rilasciate nell’acqua durante la fusione del ghiaccio, arricchendola di ossigeno. Un fenomeno che prende il nome di ‘pompa di ossigeno glaciale’. La nostra ipotesi è che alcune forme di vita abbiano utilizzato questa riserva di ossigeno per ossidare il ferro disciolto in acqua e ricavare, così, energia, sopravvivendo al periodo glaciale”. Così Lechte ha voluto spiegare, in sintesi, ciò che è emerso dalla ricerca cha ha coordinato.

Nuove prove sull’ossigenazione degli ambienti marini

Circa 700 milioni di anni fa, spiegano ancora gli esperti per contestualizzare, la Terra ha vissuto la più grave era glaciale della sua storia, minacciando la sopravvivenza di gran parte della vita del pianeta. Altre ricerche, precedenti a questa, hanno suggerito che la vita dipendente dall'ossigeno potrebbe essere stata favorita da alcune “pozzanghere” sull'acqua di fusione presenti sulla superficie del ghiaccio, ma questo studio fornisce nuove prove legate nello specifico al processo di ossigenazione degli ambienti marini. Inoltre, spiega Lechte, il fatto che il congelamento globale si sia verificato prima dell'evoluzione di animali complessi suggerisce un legame tra quella che viene definita “Snowball Earth” (una teoria scientifica secondo cui il nostro pianeta in epoche molto remote, come il proterozoico, avrebbe attraversato dei periodi di abbassamento drastico della temperatura durante i quali la superficie della Terra fu completamente ricoperta di ghiaccio) e l'evoluzione degli animali. “Queste dure condizioni avrebbero potuto stimolare la loro diversificazione in forme più complesse", ha spiegato l’esperto.

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