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La ricostruzione dell'anno senza estate: il ruolo del vulcano Tambora

I titoli di Sky tg24 delle 8 del 21/09

2' di lettura

Nel 1816, l’Europa visse un’estate sorprendentemente fredda e bagnata: un nuovo studio spiega come l’eruzione del vulcano indonesiano possa aver provocato i cambiamenti climatici

‘L’anno senza estate’. Così è passato alla storia il 1816 in Europa, per via del freddo e delle piogge che cancellarono la bella stagione a causa dell’eruzione del vulcano Tambora, nell’isola di Sumbawa avvenuta un anno prima. A oltre due secoli dall’evento, un team dell’Università di Edinburgo ha ricostruito in un nuovo studio la catena di accadimenti che, partendo dall’Indonesia, innescò un importante cambiamento climatico nel Vecchio Continente. Nonostante il coinvolgimento del Monte Tambora fosse già noto, per la prima volta i ricercatori hanno determinato con precisione il peso dell’eruzione nelle anomale condizione meteorologiche che caratterizzarono l’estate europea.

Vulcano Tambora, gli effetti dell’eruzione

Dall’estate europea sorprendentemente fredda e umida del 1816, ci vollero circa 100 anni prima che gli scienziati iniziassero a guardare all’eruzione del vulcano Tambora del 1815 come una delle possibili cause. In un nuovo studio pubblicato su Environmental Research Letters il gruppo dell’ateneo scozzese ha combinato dati storici a modelli moderni per capire in che misura l’anno senza estate fosse legato all’attività vulcanica indonesiana. Secondo Andrew Schurer, autore principale della ricerca, “l’eruzione del Monte Tambora del 1815 è stata una delle più esplosive del millennio scorso. Localmente quell’evento ha avuto un impatto enorme devastando l’isola di Sumbawa e inoltre ha immesso nella stratosfera un’enorme quantità di biossido di zolfo (SO2) che si è rapidamente diffusa in tutto il mondo”.

Dall’eruzione all'anno senza estate in Europa

I modelli climatici utilizzati dai ricercatori evidenziano come, una volta raggiunta la stratosfera, il biossido di zolfo abbia cominciato a ossidarsi, portando alla formazione di un aerosol di solfati che, schermando le radiazioni solari, avrebbero indotto un raffreddamento della superficie terrestre prolungato. In seguito, il fenomeno portò una riduzione delle precipitazioni a livello globale, aumentando però l’umidità in altre aree più secche, “con conseguenze su larga scala delle correnti atmosferiche e oceaniche”, spiega Schurer. Secondo i calcoli dei ricercatori l'eruzione del vulcano Tambora avrebbe aumentato le possibilità di un’estate più fredda e umida in Europa tra 1,5 e 3 volte. “Il Monte Tambora ha giocato un ruolo determinante nel causare il freddo osservato e probabilmente ha contribuito anche all’umidità anomala”, conclude Schurer. 

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