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Entro il 2050 il livello del Mar Mediterraneo potrebbe salire di 20 centimetri

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 del 20/08

1' di lettura

È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dell’Università Radboud e dell’Università Sorbona di Parigi 

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dell’Università Radboud e dell’Università Sorbona di Parigi, recentemente pubblicato sulla rivista Water, indica che il livello del Mar Mediterraneo potrebbe salire in media fino a 20 centimetri entro il 2050 e fino a 57 centimetri entro il 2100. Le analisi degli esperti si sono basate su nove stazioni mareografiche poste nel Mediterraneo centro-settentrionale, che ne misurano il livello a partire dal 1888. I dati raccolti sono stati combinati sia con quelli delle proiezioni climatiche fornite dall’organismo delle Nazioni Unite Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), sia con le misure relative all'abbassamento del suolo (subsidenza) per cause naturali o dovute ad attività umane, ottenute con il Gps. Secondo le previsioni dei ricercatori, nel 2100 il livello del mare della laguna di Venezia sarà più alto rispetto a oggi tra i 60 e gli 82 centimetri.

I possibili scenari futuri

Dai risultati dello studio, emergono due possibili scenari del livello del mare. Marco Anzidei, ricercatore dell’Ingv, coautore dello studio e coordinatore del progetto europeo Savemedcoasts, spiega che entro il 2050 potrebbe verificarsi un aumento massimo del livello del mare di circa 20 centimetri, mentre nel 2100 si potranno raggiungere i 57 centimetri circa. “Nello scenario meno critico, nel 2050 si potrà avere un aumento di 17 centimetri e nel 2100 di 34 centimetri”, prosegue l’esperto. “A livello locale le fluttuazioni del livello marino possono contribuire fino al 9% della variazione totale attesa, mentre subsidenza e variabilità nel loro insieme sono responsabili di circa il 15% della variazione del livello del mare”, spiega Antonio Vecchio, ricercatore dell’Università Radboud. “Nella laguna di Venezia, per esempio, la subsidenza accelera l’effetto dell’aumento del livello marino”, aggiunge lo studioso. “Lo studio mostra anche che lungo le coste basse e subsidenti il mare tende a sommergere tratti più o meno ampi di costa in maniera più veloce rispetto alle zone non subsidenti”, conclude Marco Anzidei. 

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