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Nel cuore della Terra montagne ancor più alte di quelle in superficie

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2' di lettura

La scoperta si deve ai ricercatori dell’Università di Princeton e di un ateneo cinese che hanno indagato le caratteristiche dell’area compresa tra il mantello terreste superiore e quello inferiore 

Il cuore della Terra è abitato da catene montuose sotterranee probabilmente più elevate rispetto a quelle presenti in superficie.
La scoperta si deve a un team di ricercatori dell’Università di Princeton e dell'Istituto di geodesia e geofisica in Cina, che ha analizzato le caratteristiche dell’area compresa tra il mantello terreste superiore e quello inferiore.
I risultati emersi dallo studio saranno preziosi per indagare nel dettaglio i meccanismi che avvengono nel cuore del nostro pianeta e la composizione dei suoi strati.

Lo studio nel dettaglio

Per compiere la ricerca, pubblicata sulla rivista Science, i ricercatori hanno analizzato l’eco delle onde provocate da un terremoto di magnitudo 8.2, verificatosi in Bolivia nel 1994, grazie a specifiche tecniche di tomografia sismica.
Sono così riusciti a studiare approfonditamente la zona che separa il mantello superiore da quello inferiore, scovando un profilo ancor più frastagliato e irregolare di quello della superficie terrestre.
"In altre parole, nel confine posto a 660 chilometri di profondità, la topografia è più aspra di quella delle Montagne Rocciose o degli Appalachi", spiega Wenbo Wu, principale autore dello studio.
Nonostante non si abbiano notizie certe riguardo l’effettiva altezza delle catene montuose sotterranee, molto probamente quest’ultime potrebbero superare le dimensioni dei monti superficiali.

La scoperta spiega come interagiscono il mantello superiore e inferiore

È inoltre emerso che i monti sotterranei si alternano ad avvallamenti e pianure, proprio come sulla superficie terrestre.
I risultati dello studio potrebbero aiutare a comprendere l’interazione tra i due strati del mantello che costituiscono l’84% del volume della Terra.
Secondo i ricercatori, il profilo del confine tra le due zone sarebbe pianeggiante quando il mantello superiore e inferiore si combinano in maggiore misura tra di loro. Le montagne, invece, sarebbero frutto di un minor rimescolamento tra i due strati.
"Si tratta di uno studio interessante, che contribuisce a fare luce sulle dinamiche interne della Terra", spiega Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
"Sapevamo già che la linea di confine tra mantello superiore e inferiore fosse irregolare, ma non così tanto”.  

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