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Scoperto un insetto preistorico imprigionato in un opale

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3' di lettura

Uno studio condotto dall’Istituto di Gemmologia d'America (Gia) ha confermato l’autenticità del minerale. Ulteriori analisi potranno svelare alcuni dei misteri che attanagliano la formazione dell’opale 

l gemmologo Brian Berger ha acquistato un raro opale trovato sull’isola di Giava, in Indonesia.
Ciò che lo ha colpito, non è solo il gioco di colori evidente sulla superficie del minerale, ma anche la presenza al suo interno di un piccolo insetto rimasto intrappolato nel momento della sua formazione.
Un successivo test, condotto dall’Istituto di Gemmologia d'America (Gia), ha confermato l’autenticità dell’opale indonesiano.
Come riporta il blog della Società degli Entomologi degli Stati Uniti, Entomology Today, verranno condotti ulteriori esperimenti atti a individuare la specie del piccolo animale intrappolato e l’epoca a cui risale il fossile.
L’analisi dettagliata dell’opale potrà permettere, in futuro, di svelare alcuni dei misteri che attanagliano la formazione del minerale.

Come si è formato il minerale

Gli esperti ritengono che questi minerali si originino nel momento in cui la silice si deposita lentamente nelle incavature delle rocce.
Nello specifico, si parla di opale di colore bruno, ovvero di legno opalizzato, quando l’acqua ricca di silice riempe il solco lasciato da conchiglie o tronchi di legno in decomposizione.
Stando al parere di Ben McHenry, geologo del South Australian Museum, il minerale acquistato dal gemmologo potrebbe essersi formato a seguito di un processo similare a quello richiesto per lo sviluppo del legno opalizzato.
In particolare, si tratterebbe si una resina di albero che dopo aver intrappolato il piccolo insetto sarebbe venuta in contatto con le acque ricche di silice, proprio nel momento in cui stava per trasformarsi in ambra.
"L'ambra opalizzata è solo l'ipotesi iniziale, ma grazie alle ricerche in corso speriamo di comprendere il processo di formazione di questo opale”, spiega il geologo.

Nell’ambra una lumaca vissuta 99 milioni di anni fa

Nel 2016, un collezionista di fossili acquistò un’ambra proveniente dal nord del Myanmar, nella quale si è conservata una lumaca vissuta 99 milioni di anni fa.
Il mollusco è ben visibile in tutte le sue parti: questo suggerisce che era probabilmente vivo quando una piccola goccia di resina lo ha catturato e costretto alla morte.
“Le parti molli della lumaca sono molto tese. Questo potrebbe essere interpretato come un ultimo tentativo di fuga senza successo”, spiegano gli esperti. Secondo i risultati emersi dall’analisi condotta da un team di ricercatori coordinato da Andrew Ross, del Museo Nazionale della Scozia, oltre al mollusco conservato in maniera ottimale, l’ambra racchiude un secondo guscio di lumaca non intatto.
“La resina antica di un albero ha un eccezionale potenziale di conservazione: mantiene intatti i minimi dettagli di organismi fossili vecchi di milioni di anni, tanto da apparire come se fossero rimasti intrappolati da poche ore”, spiega Jeffrey Stilwell, un paleontologo della Monash University di Melbourne, in Australia. 

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