Trovate le tracce di un surriscaldamento globale avvenuto 56 milioni di anni fa

Foto di archivio (Getty Images)
1' di lettura

Una ricerca ha rilevato che, in un tempo compreso tra i 10.000 e i 20.000 anni, la temperatura media ha subito una impennata, per poi tornare al suo livello originale 

Negli ultimi anni la temperatura della Terra sta aumentando costantemente. Questo provoca il cambiamento dei delicati equilibri del sistema atmosfera-oceano-terra e determina una susseguente alterazione climatica. A risentirne sono soprattutto le regioni polari, nelle quali i ghiacciai diminuiscono quotidianamente in spessore e dimensioni. L’Artico è l’area in cui, in risposta al riscaldamento globale, si verifica il più celere aumento della temperatura superficiale. Uno dei primi fenomeni, che ha portato a un innalzamento della temperatura media da 5 a 8 gradi, sarebbe avvenuto cinquantasei milioni di anni fa.
Questo è quanto è emerso da uno studio condotto dalla collaborazione tra l’Università di Ginevra e le università di Losanna, Utrecht, Western Washington e Austin.

Surriscaldamento globale a seguito dell’attività vulcanica

Il team di ricercatori, guidato da Sébastien Castelltort dell’Università di Ginevra, ha infatti scoperto che cinquantasei milioni di anni fa la Terra ha vissuto un episodio eccezionale di riscaldamento globale. In un tempo relativamente breve, geologicamente parlando, compreso tra i 10.000 e i 20.000 anni, la temperatura media ha subito una rilevante impennata, per poi tornare al suo livello originale poche centinaia di migliaia di anni dopo. Sembra che l’evento sia avvenuto proprio a seguito di un’intensa attività vulcanica.

Analisi dei sedimenti nel versante spagnolo dei Pirenei

Gli esperti, analizzando dei sedimenti nel versante meridionale dei Pirenei, sono riusciti a far emergere nel dettaglio l’impatto che quel riscaldamento ha avuto sui fiumi e sui paesaggi circostanti. Da quanto è emerso dallo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, l’innalzamento delle temperature, non solo ha causato continue inondazioni, ma ha anche trasformato intere aree ricche di vegetazione in regioni aride. In aggiunta, la temperatura superficiale dei mari ha raggiunto i 36 gradi e le latitudini polari hanno cominciato a ospitare delle palme.
Questa ricerca potrebbe essere di fondamentale importanza nel comprendere i meccanismi che regolano l’attuale riscaldamento del pianeta Terra.
“Lo studio di questo evento deve servire da lezione, perché i rischi associati al cambiamento climatico potrebbero essere superiori a quelli che possiamo immaginare”, commenta Sébastien Castelltort, leader della ricerca.

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