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Morte Alessandro Magno: paralizzato da una malattia, fu sepolto vivo

Titoli Sky Tg24 delle 17 del 30-1-19

2' di lettura

Un nuovo studio, condotto da Katherine Hall della Dunedin School of Medicine, rivela la possibile causa della morte del generale macedone 

I risultati di uno studio condotto dalla ricercatrice Katherine Hall, della Dunedin School of Medicine dell’Università di Otago, gettano un’ombra inquietante sulla morte di Alessandro Magno. Sembra che il condottiero macedone, famoso per le sue numerose conquiste, non perse la vita in seguito a un omicidio o a un eccessivo abuso di alcool, come precedentemente ipotizzato, bensì a causa della sindrome di Guillain-Barrè, un raro disturbo neurologico autoimmune che colpisce il sistema nervoso periferico. Lo studio di Katherine Hall suggerisce che la malattia, dovuta a un’infezione da Campylobacter pylori, lo paralizzò, impedendogli gradualmente di muoversi, parlare e, infine, respirare.

La fine di Alessandro Magno

In base a quanto emerge dalla ricerca pubblicata su The Ancient History Bullettin, la morte di Alessandro Magno, avvenuta nel 323 Avanti Cristo, potrebbe essere uno dei casi di falsa diagnosi di morte più famosi di sempre. Infatti, sembra che il condottiero macedone venne sepolto quando era ancora vivo. Una diagnosi errata giustificata dai limitati strumenti conoscitivi di cui i medici dell’epoca erano in possesso. Per accertare la morte di una persona si basavano esclusivamente sulla sua capacità respiratoria. A causa della sindrome di Guillain-Barrè, i respiri di Alessandro Magno erano così deboli che i medici non riuscirono a rilevarli ed è per questo che il suo corpo venne preparato per la sepoltura quando in realtà era ancora in vita.

Gli ultimi giorni del conquistatore

Katherine Hall, l’autrice dello studio, dichiara che questa scoperta spiega come mai il corpo di Alessandro Magno non mostrò segni di decomposizione nei sei giorni successivi alla morte. "Gli antichi greci pensavano che ciò provasse che Alessandro era un dio: questo articolo è il primo a fornire una risposta reale", chiarisce la ricercatrice. I resoconti storici riportano che durante i suoi ultimi giorni di vita il generale soffrì di forti dolori addominali e di febbre. Sulla base di questi sintomi, in passato vari ricercatori hanno provato a capire quale sia stata l’effettiva causa della morte. Alcune delle tesi più accreditate riguardano un possibile avvelenamento, una ricaduta della malaria o il tifo addominale.

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