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Anziani, identificate quattro modalità di invecchiamento

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2' di lettura

Il risultato si deve a un nuovo studio condotto da un team di ricercatori della Stanford University School of Medicine, che ha analizzato un campione composto da 43 soggetti in salute, tramite l’esecuzione di periodiche misurazioni della loro biologia molecolare 

Un nuovo studio, condotto da un team di ricercatori della Stanford University School of Medicine, ha identificato quattro diverse modalità di invecchiamento.
Per farlo, gli esperti, coordinati da Michael Snyder, hanno analizzato un campione composto da quasi 50 soggetti, tramite l’esecuzione di periodiche misurazioni della loro biologia molecolare.
Sono così riusciti a identificare quattro diversi percorsi biologici di invecchiamento, scientificamente denominati ageotipi.

Lo studio nel dettaglio

Per compiere lo studio, descritto sulla rivista specializzata Nature Medicine, i ricercatori hanno analizzato un campione composto da 43 persone sane, di età compresa tra i 34 e i 68 anni, eseguendo periodiche misurazioni della loro biologia molecolare, effettuate per cinque diverse volte in due anni.
Nello specifico, comparando gli esami delle feci, del sangue e di altri campioni biologici dei partecipanti e analizzando la loro evoluzione nel tempo, gli esperti hanno dedotto l’esistenza di quattro vie biologiche tramite le quali si invecchia: metaboliche, immunitarie, epatiche e nefrotiche.

I risultati della ricerca

Dallo studio è emerso, per esempio, che i soggetti con patologie metaboliche avrebbero una maggiore probabilità con gli anni di soffrire di diabete o di avere alti livelli di emoglobina A1c.
Invece, le persone che invecchiano con ageotipo immune correrebbero un maggior rischio di sviluppare malattie immuno-correlate e di avere un’alta frequenza di marcatori di infiammazione nel sangue.
Ciononostante, come spiegato dagli esperti sulle pagine della rivista specializzata, le quattro diverse vie di invecchiamento non si annullano reciprocamente: ciò significa che un soggetto può diventare anziano attraverso più ageotipi.
"L'ageotipo è più di un'etichetta; può aiutare le persone a concentrarsi sui fattori di rischio e trovare le aree in cui è più probabile che incontrino problemi lungo il percorso”, ha spiegato Michael Snyder, autore principale della ricerca. “Il nostro studio mostra anche che è possibile cambiare il modo in cui si invecchia in meglio. Stiamo iniziando a capire come ciò possa accadere con il comportamento, ma avremo bisogno di più partecipanti per rendere l'analisi più completa”. 

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