Gruppo di ricerca mette ai raggi X Cloto, l'ormone della longevità

La struttura di Cloto-Beta (foto: Youtube/Yale)
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La sua struttura molecolare, e con essa i meccanismi della sua azione anti-invecchiamento, sarebbe stata decifrata da un gruppo di ricerca dell'Università di Yale

I segreti dell'ormone della longevità chiamato Cloto, come la più giovane delle tre Parche, che tesseva il filo della vita, sarebbero stati finalmente svelati. A scoprire i meccanismi della sua azione anti-invecchiamento è stato il gruppo di ricerca coordinato da Sangwon Lee dell'Università americana di Yale, che ha pubblicato i propri risultati sulla rivista "Nature". Lo studio ha portato alla scoperta di due recettori legati a Cloto, che sarebbero in grado di "agganciarsi" a una famiglia di ormoni che regolano i processi metabolici nel fegato, nei reni e nel cervello.

La tecnica utilizzata

I due recettori sono stati chiamati Cloto-Alfa e Cloto-Beta. E per comprendere il funzionamento di queste due versioni dell'ormone della longevità è stata utilizzata la tecnica della cristallografia a raggi x, grazie alla quale è stato possibile analizzare la loro struttura tridimensionale. In questo modo, i ricercatori hanno visto che Cloto-Alfa si lega all'ormone Fgf23 e avrebbe la funzione di ridurre l'invecchiamento. Cloto-Beta, invece, che si lega all'ormone Fgf21, avrebbe la capacità di bruciare calorie e, di conseguenza, causare la perdita di peso.

"Una scoperta di grande valore"

I due recettori individuati sarebbero una sorta di "serrature' molecolari" in grado di agganciarsi alla famiglia di ormoni che regola processi metabolici nel fegato, nei reni e nel cervello. Per Salvatore Di Somma, docente di Medicina Interna all'Università Sapienza di Roma, si tratta di una "scoperta di grande valore". Potrebbe, infatti, avere importanti applicazioni per lo sviluppo di terapie per la cura del diabete, dell'obesità e anche di alcuni tipi di tumori, considerando l'azione di questi ormoni sulla produzione di insulina e sul metabolismo.

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