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Rallentare l’invecchiamento: ringiovanita l’età biologica di 9 persone

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 11/09

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Il grande risultato si deve a un team di ricercatori dell’università della California a Los Angeles, impegnati in uno studio inizialmente mirato a verificare quanto emerso da una precedente ricerca condotta sugli animali

Per la prima volta nella storia della ricerca scientifica uno studio ha dimostrato la possibilità di poter ringiovanire l’età biologica degli esseri umani.
Il grande risultato si deve a un team di ricercatori dell’università della California a Los Angeles, impegnati in uno studio inizialmente mirato a verificare quanto emerso da una precedente ricerca condotta sugli animali, dove l’ormone della crescita ha stimolato positivamente la rigenerazione del timo.
Con l’obiettivo di verificare l’efficacia del trattamento sull’essere umano, i ricercatori hanno monitorato un campione composto da nove individui di età compresa tra i 51 e i 65 anni, chiedendo loro di assumere per un periodo di tempo di un anno un mix di farmaci tra i quali alcuni medicinali contro il diabete. Dal precedente test sugli animali era, infatti, emerso che l’ormone utilizzato per ripristinare i tessuti nella ghiandola del timo aveva stimolato lo sviluppo del diabete.
Per via precauzionale, gli esperti hanno dunque deciso di aggiungere nel cocktail di farmaci un medicinale in grado di prevenire lo sviluppo della patologia.

Il trattamento farmacologico ha rallentato l’invecchiamento

Al termine dello studio, pubblicato sulla rivista specializzata Aging Cell, tramite specifiche tecniche in grado di analizzare i segni dell’età sui geni, gli esperti hanno dimostrato che il mix di farmaci comuni ha ringiovanito di due anni e mezzo l’età biologica dei partecipanti.
"Mi aspettavo di vedere un rallentamento del tempo, ma non un'inversione", ha dichiarato Steve Horvath, coordinatore della ricerca.
“È la prima volta che si dimostra sull'uomo che è possibile usare trattamenti farmacologici per rallentare l'invecchiamento. Finora, infatti, lo avevano dimostrato solo studi condotti sugli animali”, spiega Benedetto Grimaldi, genetista e biologo molecolare dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit).

Ha cancellato le ‘rughe’ del Dna

Il mix di farmaci è riuscito a cancellare le modifiche chimiche che si accumulano nel Dna nel corso degli anni, funzionando come una sorta di ‘anti-rughe del genoma umano’, ed ha agito anche sul sistema immunitario, anch’esso compromesso dallo scorrere del tempo.
Si tratta tuttavia di un risultato preliminare, in quanto l’efficacia del trattamento dovrà essere verificata da ulteriori test condotti su un maggior numero di individui e con un gruppo di controllo.
“Questo è stato dimostrato su un gruppo limitato di persone, ma comunque è importante perché è la prima prova diretta sull'uomo e fa sperare che la sperimentazione si possa allargare, includendo un numero maggiore di individui". Inoltre, un ulteriore fattore "abbastanza inatteso è che non solo è stato rallentato l'invecchiamento, ma sono stati cancellati alcuni segni che ha lasciato sul Dna, ottenendo la reversione dell'invecchiamento”, continua Grimaldi. I risultati ottenuti sono importantissimi e fanno ben sperare, “perché lo scopo delle ricerche di questo tipo è allungare la vita garantendo il benessere delle persone”.  

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