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Sviluppato il primo pacemaker ricaricato dal battito del cuore

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2' di lettura

Si tratta di tecnologia prima nel suo genere che avrà bisogno di ulteriori sperimentazioni per un eventuale futuro inserimento nel corpo umano. È stata ideata dai ricercatori dell’Università Jiao Tong di Shangai 

È stato sviluppato il primo pacemaker che si ricarica con il battito del cuore. Si tratta di un’innovazione tecnologica prima nel suo genere che avrà bisogno di ulteriori sperimentazioni per un eventuale futuro inserimento nel corpo umano.
Il pacemaker che non necessita della ricarica è stato ideato da un team di ricercatori dell’Università Jiao Tong di Shangai, coordinato da Bin Yang.

Come funzionano i pacemaker

I pacemaker, attualmente impiegati per stimolare elettricamente la contrazione del cuore, vengono impiantati al di sotto della pelle, vicino alla clavicola. Comprendono delle batterie in grado di inviare segnali elettrici all’organo motore dell’apparato circolatorio, grazie a dei specifici elettrodi impiantati su di esso.
Le batterie presenti nei pacemaker garantiscono un’autonomia dai cinque ai dodici anni. Ciò significa che è necessario intervenire chirurgicamente ogniqualvolta si ha la necessità di sostituirle.
Tuttavia, gli interventi di questo genere possono comportare lo sviluppo di alcune complicazioni, quali emorragie e infezioni.
Per ovviare a questa problematica, gli esperti del settore sono impegnati da anni nello sviluppo di apparecchi per la stimolazione cardiaca in grado di ricaricarsi utilizzando il battito del cuore come fonte di energia.
Un ambito obiettivo spesso ostacolato da alcune problematiche, quali la struttura rigida del pacemaker e vari altri ostacoli di miniaturizzazione.

Sperimentazione sui maiali

Gli esperti dell’Università cinese sono riusciti ad aggirare e a superare le difficoltà previste dalla progettazione del pacemaker senza ricarica realizzando una tecnologia prima nel suo genere.
Nello specifico, hanno sviluppato una ‘cornice’ in plastica flessibile, abbinata a degli strati in grado di generare energia quando curvati, che ha stravolto i risultati finora ottenuti dai precedenti pacemaker ideati per eludere la sostituzione delle batterie.
I primi test condotti sui maiali, ai quali è stata impiantata la nuova tecnologia, hanno evidenziato l’effettivo funzionamento dell’innovazione cinese.
Come riporta la rivista Acs Nano, il battito del cuore degli animali, modificando la struttura della ‘cornice’, ha permesso di generare un’energia simile a quella creata dalle batteria dei pacemaker standard.
"Adesso bisognerà concludere i test sui maiali, quindi saranno condotti quelli sulle scimmie e, se i risultati saranno positivi, dopo cinque o sei anni si potrà passare alla sperimentazione sull'uomo”, spiega Bin Yang, coordinatore dello studio.
"Prima di questo però bisognerà valutare la stabilità del pacemaker nel lungo periodo e poi integrare in un unico dispositivo i moduli che adesso sono indipendenti”, spiega Bin Yang, coordinatore dello studio. 

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