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Ritrovato sulla Luna il relitto del lander indiano Vikram

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2' di lettura

Grazie alla segnalazione di un ingegnere indiano la Nasa ha individuato il sito di impatto e i detriti del lander della missione Chandrayaan 2, che aveva fallito l’allunaggio lo scorso settembre 

Pochi mesi fa l’India aveva visto spegnersi il sogno di diventare la quarta nazione a raggiungere la Luna, quando il lander Vikram, protagonista della missione Chandrayaan 2, aveva interrotto le comunicazioni con il centro di controllo. A circa tre mesi di distanza dall’incidente la Nasa ha trovato le tracce lasciate dallo schianto di Vikram sulla superficie del satellite. Il merito, come spiegato dall’agenzia spaziale statunitense, è dell’ingegnere indiano Shanmuga Subramanian che analizzando le immagini ottenute dalla Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (Lroc) aveva individuato la possibile presenza di detriti, decidendo di inviare una segnalazione a un team della Nasa che ha confermato la scoperta.

Luna, la segnalazione del sito di impatto del lander indiano

Dal 2009, il Lunar Reconnaissance Orbiter (Lro) della Nasa orbita intorno alla Luna scattando immagini dettagliate del satellite. In seguito all’allunaggio fallito da Vikram, il 17 settembre la sonda aveva ottenuto alcune foto poi rese pubbliche dall’agenzia spaziale statunitense, in modo che gli utenti potessero scaricarle e contribuire alla ricerca del lander scomparso. L’aiuto fondamentale è arrivato proprio da Shanmuga Subramanian, che dopo aver individuato un pixel particolarmente luminoso ha contattato il team della Nasa responsabile di Lroc, segnalando il punto che avrebbe potuto corrispondere a quello impattato da Vikram in seguito alla caduta.

Trovati i detriti di Vikram sulla Luna

Dopo aver ricevuto il suggerimento la Nasa ha scattato a ottobre e novembre nuove immagini dettagliate e più luminose del possibile sito di impatto della missione Chandrayaan 2. Paragonandole alle foto più vecchie, il team di Lroc è infine riuscito a individuare il punto dello schianto dei Vikram così come i suoi detriti, arrivati fino a una distanza di 750 metri a nord-ovest del veicolo. Nonostante la perdita del lander, la missione indiana non è stata un totale fallimento poiché una seconda sonda principale, sviluppata per studiare la Luna dall’alto, è entrata nell’orbita del satellite e continuerà a raccogliere dati per un anno da un’altezza di 100 chilometri. 

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