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Svelata una nuova immagine della Grande Nube di Magellano

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 del 21/9

3' di lettura

Una delle galassie più vicine alla nostra si mostra in una versione mai vista prima, grazie agli scatti che arrivano direttamente dal telescopio Vista dell’Eso, l’European Southern Observatory 

Arriva direttamente dal telescopio Vista dell'Eso (European Southern Observatory) un’inedita immagine della Grande Nube di Magellano, una delle galassie più vicine alla nostra. Il telescopio infatti è riuscito ad immortalare sia questa galassia sia la sua ‘cugina’, cioè la Piccola Nube di Magellano, con dettagli mai osservati prima d’ora dagli astronomi.

Cos’è la Grande Nube di Magellano

La Grande Nube di Magellano è una delle galassie più vicine a noi, distante 163000 anni luce dalla Terra. Insieme alla Piccola Nube di Magellano, è una delle galassie nane satelliti più vicine alla Via Lattea, sede di vari conglomerati stellari e spesso al centro delle osservazioni degli astronomi che studiano i processi che modellano le galassie. L'immagine pubblicata dall’Eso infatti è il risultato di una delle moltissime rilevazioni dell’ultimo decennio, nelle quali gli esperti hanno cercato di mappare la storia della formazione stellare della Grande e della Piccola Nube di Magellano, oltre alla loro struttura tridimensionale.

Perché si chiama così

Il nome che gli esperti utilizzano oggi associandolo a questa galassia richiama l'esploratore Ferdinando Magellano, che 500 anni fa iniziò la prima circumnavigazione della Terra. I documenti che la spedizione riportò in Europa rivelarono per la prima volta tantissime informazioni utili agli europei. Lo spirito di esplorazione e scoperta dell’epoca è lo stesso che muove oggi gli esperti di astronomia di tutto il mondo, tra cui i quali anche il team della Survey VMC, il cui lavoro ha permesso di ottenere questa accattivante immagine.

La Grande Nube di Magellano - ESO/VMC Survey

Il ruolo del telescopio Vista

Il telescopio Vista ha la particolarità di osservare il cielo a lunghezze d'onda nel vicino infrarosso e ciò consente di osservare attraverso nuvole di polvere che oscurano parti della galassia. Queste nuvole, che attenuano un’importante porzione di luce visibile, sono trasparenti alle lunghezze d'onda maggiori, quelle per cui proprio Vista è stato progettato. La capacità del telescopio permette quindi di rendere chiaramente visibili tantissime stelle singole che popolano il centro della galassia e grazie a ciò gli astronomi sono già riusciti ad analizzare nel dettaglio circa 10 milioni di stelle presenti nella Grande Nube di Magellano, determinandone anche l'età. Tra le scoperte effettuate, quella che ha permesso di stabilire che le stelle più giovani tracciano, all’interno di questa galassia, dei bracci a spirale multipli.

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