Artemis 2: la missione spaziale verso la Luna prevista per aprile

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Dopo il guasto risolto allo Space Launch System, la NASA programma il trasferimento del razzo e della capsula Orion alla piattaforma di lancio in Florida. Il primo volo con equipaggio verso la Luna è fissato per il 1° aprile: quattro astronauti affronteranno un viaggio di dieci giorni attorno al nostro satellite, testando le condizioni per le missioni future e preparando le manovre di attracco di Artemis II

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Il programma Artemis, lanciato dalla NASA con l’obiettivo di riportare astronauti sulla Luna e costruire basi permanenti nella sua orbita, sta tornando in carreggiata dopo una serie di rinvii. Artemis II sarà il primo volo con equipaggio da oltre 53 anni e porta con sé un carico di attese e complessità tecnologiche. Il razzo Space Launch System, il più potente mai costruito dall’agenzia spaziale statunitense, aveva registrato un problema al flusso di elio nello stadio superiore, necessario per mantenere la pressione dei serbatoi e pulire i motori. La guarnizione difettosa è stata sostituita e il veicolo, insieme alla capsula euro-americana Orion, sarà trasferito alla rampa 39B del Kennedy Space Center il 19 marzo, pronto per il lancio fissato il 1° aprile (ora italiana: 2 aprile, mezzanotte e 24 minuti).

Una missione storica

Il viaggio sarà un giro completo intorno alla Luna della durata di circa dieci giorni, durante il quale l’equipaggio testerà i sistemi e raccoglierà dati utili per le future missioni. Quattro astronauti comporranno l’equipaggio: Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch della NASA e Jeremy Hansen dell’Agenzia spaziale canadese. Tutti hanno dichiarato di essere "più che pronti" per il viaggio, che rappresenta la prima missione con equipaggio verso la Luna dal dicembre 1972, quando Apollo 17 completò l’ultimo volo Terra-Luna-Terra.

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Dal VAB alla rampa 39B: il trasferimento

Il Space Launch System (SLS) è il razzo più potente mai costruito dalla NASA, alto 98 metri, progettato per trasportare la capsula Orion e il suo equipaggio verso la Luna. Prima del lancio, il veicolo viene assemblato e testato all’interno del Vehicle Assembly Building (VAB), il gigantesco hangar del Kennedy Space Center dove, storicamente, sono stati preparati tutti i lanci del programma Apollo e gran parte dei voli dello Space Shuttle. Il trasferimento alla rampa di lancio 39B, un pad storico che ha ospitato missioni come Apollo 10, Skylab e Apollo-Sojuz, copre circa sei chilometri su un enorme trasportatore chiamato crawler-transporter. In cima al razzo è montata la capsula Orion, che ospiterà i quattro astronauti, e una torre di salvataggio, progettata per garantire l’evacuazione rapida in caso di emergenza durante le fasi iniziali del lancio. Secondo Lori Glaze, amministratore associato ad interim per lo sviluppo dei sistemi di esplorazione della NASA, il team ha esaminato ogni possibile rischio e completato verifiche approfondite per assicurare che il trasferimento del razzo e della capsula avvenga in totale sicurezza, preparando così il veicolo per il conto alla rovescia finale in vista del lancio.

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Risolti i problemi tecnici 

Il guasto che aveva fermato la missione era legato a una guarnizione a sgancio rapido nello stadio superiore del razzo SLS, il modulo che contiene i motori principali per la spinta finale verso l’orbita lunare. Questo componente difettoso aveva interrotto il flusso di elio, un gas utilizzato per mantenere la pressione dei serbatoi di carburante e garantire il corretto funzionamento dei sistemi ambientali e dei motori durante il lancio. Dopo la sostituzione della guarnizione, non sarà necessario ripetere un test completo di rifornimento del propellente prima della partenza. I due stadi centrali del razzo saranno caricati con idrogeno e ossigeno liquidi solo nelle ore immediatamente precedenti il conto alla rovescia, riducendo così l’usura dei serbatoi e minimizzando i rischi. L’elio continuerà a svolgere il suo ruolo fondamentale nel mantenere la pressione ottimale e assicurare che tutti i sistemi funzionino correttamente durante il volo. "Ogni rifornimento riduce un po’ la vita utile dei serbatoi", ha spiegato Lori Glaze. "Per questo vogliamo che il rifornimento finale avvenga nel giorno stesso del lancio, così da massimizzare sicurezza e prestazioni del veicolo".

Artemis III e il futuro delle missioni lunari

Artemis II sarà il primo volo con equipaggio attorno alla Luna del nuovo programma NASA e servirà a testare tutti i sistemi e le procedure necessari per le missioni successive. In questo contesto, Artemis III avrà un ruolo complementare: invece di portare gli astronauti sulla superficie lunare, sarà dedicata alle manovre di incontro e aggancio tra la capsula Orion e i moduli lunari Starship di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin. Queste prove sono essenziali per garantire che i futuri moduli di atterraggio funzionino in sicurezza e con precisione durante gli allunaggi. Il primo vero sbarco con equipaggio è previsto nel 2028, con Artemis IV e V a seguire. Per queste missioni la NASA introdurrà il nuovo stadio superiore "Centaur" - una parte del razzo situata sopra gli stadi principali - più potente, per trasportare carichi maggiori e completare gli obiettivi lunari. Il programma Artemis mira anche a creare basi operative stabili in orbita lunare e a sviluppare le competenze necessarie per missioni con equipaggio verso Marte, previste non prima del 2040. Artemis II, quindi, non è solo un test orbitale: è il primo passo di un percorso che porterà alle future missioni, inclusa Artemis III, aprendo una nuova era dell’esplorazione spaziale.

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