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Parmitano dalla Iss: “Il riscaldamento globale è il nemico numero uno”

2' di lettura

Durante un collegamento col Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, l’astronauta dell'ESA ha partecipato alla sua prima conferenza stampa dallo spazio 

A pochi giorni di distanza dall’arrivo sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) con la navicella Soyuz, Luca Parmitano si è collegato con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e ha partecipato alla sua prima conferenza stampa dallo spazio. Durante l’evento, l’astronauta catanese ha risposto alle domande dei giornalisti, parlando del suo ruolo a bordo della Iss, della missione ESA "Beyond" e del suo seguito su Twitter. Soffermandosi sul riscaldamento globale, lo ha definito il “nemico numero uno” e ha spiegato di aver visto i suoi effetti sulla Terra dallo spazio. “Negli ultimi 6 anni ho visto deserti avanzare e ghiacci sciogliersi”, ha infatti dichiarato Parmitano. La sua speranza è che le parole degli astronauti possano contribuire a diffondere la giusta consapevolezza della gravità del problema.

Il ruolo di Luca Parmitano

A partire da settembre, Luca Parmitano diventerà il primo italiano a svolgere il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Parlando con la stampa, l’astronauta ha spiegato che il suo primo obiettivo sarà la sicurezza dell’equipaggio. Inoltre, il suo impegno sarà concentrato sulla comunicazione, a bordo e a terra, grazie a un team di persone dedicato. Un compito che passa anche dai social media: su Twitter AstroLuca è particolarmente attivo e negli ultimi giorni ha pubblicato vari post relativi agli esperimenti che saranno condotti nell’ambito della missione Beyond. 

L’esperimento Nutriss

Il 24 luglio, Luca Parmitano ha avviato Nutriss, il primo degli esperimenti sulla microgravità che saranno condotti nel corso della missione Beyond. Questo test, realizzato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), potrebbe aiutare a capire come mantenere in equilibrio il rapporto tra massa magra e massa grassa durante le missioni più lunghe, tra cui quelle che in futuro porteranno l’uomo su Marte. È stato proposto da Gianni Biolo, docente dell’Università degli Studi di Trieste. L’apparato tecnico necessario per lo svolgimento di Nutriss è stato realizzato da Kayser Italia.

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