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Marte, futuro abitabile con un materiale che ricrea l’effetto serra

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2' di lettura

È l’ipotesi di un team di ricercatori che propone l’utilizzo dell’aerogel per costruire strutture che trattengano il calore: così uomo e piante potrebbero sopravvivere e ci sarebbe acqua allo stato liquido 

Ricreare l'effetto serra presente sulla Terra potrebbe essere il segreto per rendere abitabili alcune aree di Marte. Per farlo, i ricercatori delle Università di Harvard e di Edimburgo, in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory della Nasa, propongono di utilizzare un nuovo materiale realizzato in aerogel per costruire strutture che consentano di aumentare le temperature rigide del Pianeta Rosso e ospitare la vita. Come scrivono gli autori all’interno dello studio pubblicato su Nature Astronomy, il materiale composto al 99% da aria sarebbe un isolante ideale, le cui capacità potrebbero essere presto testate in ambienti estremi terrestri.

I vantaggi dell’aerogel su Marte

Come spiegato dalla Nasa, a causa delle temperature marziane inferiori allo zero l’acqua è presente sulla superficie perlopiù sotto forma di ghiaccio. L’aerogel ottenuto dal silice, che si trova anche nel vetro, offrirebbe la soluzione a questo e altri problemi che rendono complicata l’abitabilità su Marte. Il materiale è infatti un “eccellente isolante”, bloccherebbe i raggi ultravioletti proteggendo gli astronauti permettendo però al tempo stesso alla luce di penetrare, portando inoltre la temperatura a superare il punto di fusione dell’acqua, che sarebbe quindi disponibile allo stato liquido. I diversi strati di aerogel ricreerebbero di fatto l’effetto serra terrestre, riscaldando la superficie marziana quanto basta per renderla abitabile, consentendo anche alle piante di prosperare.

Materiale da testare in Cile e Antartide

Durante un esperimento condotto da Robin Wordsworth di Harvard, una lampada programmata per simulare la luce solare di Marte è riuscita a aumentare di circa 65 gradi la superficie sotto uno strato di 2-3 centimetri di aerogel. Secondo il ricercatore, il vantaggio portato da questo nuovo materiale rispetto a soluzioni proposte in precedenza per rendere abitabile il Pianeta Rosso è che l’idea basata sull’aerogel “può essere sviluppata e testata sistematicamente, attraverso materiali e tecnologie di cui siamo già in possesso”. In ogni caso, le sfide sono ancora molte: sarebbero necessarie infatti grandissime quantità di aerogel per costruire strutture su Marte, oltre ad almeno quattro anni di tempo per produrre un riscaldamento tale da permettere la presenza permanente di acqua liquida. Come prossimo passo, i ricercatori testeranno l’aerogel in aree come l’Antartide o il deserto di Atacama in Cile, ambienti estremamente secchi nei quali le temperature possono scendere abbondantemente sotto lo zero.

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