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Marte, il pianeta rosso era anche blu: scoperti 24 antichissimi laghi

i titoli di sky tg24 delle 17 del 29/01

2' di lettura

Di questi, 5 possiedono una composizione minerale compatibile con la vita. La scoperta si deve al ricercatore italiano Francesco Salese, secondo il quale In origine i laghi formavano un unico bacino
 

Continua la ricerca di acqua e vita su Marte, il pianeta rosso che qualche miliardo di anni fa doveva essere anche blu. Molti studiosi sostengono infatti che in origine il globo fosse ricco d’acqua e, forse, popolato da qualche forma di vita. A supportare questa tesi accorre la recente scoperta delle tracce di 24 antichissimi laghi, risalenti a 3,5 miliardi di anni fa, dei quali almeno 5 presentavano una composizione minerale ideale per ospitare degli organismi viventi. La prima prova concreta della loro esistenza è stata individuata dal ricercatore italiano Francesco Salese, dell'Università olandese di Utrecht, in collaborazione con un gruppo di studiosi dell’Università 'Gabriele D'Annunzio' di Pescara.

Laghi profondi 4mila metri

Grazie ai dati provenienti dai satelliti Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Mars Reconnaissance Orbiter (Mro) della Nasa, gli studiosi hanno potuto individuare questi antichi laghi situati nell’emisfero Nord di Marte, che vanno ad aggiungersi alla scoperta, nell’estate scorsa, del lago salato sotterraneo vicino al polo Sud, a dimostrazione del fatto che in passato tutto il pianeta doveva essere ricco d’acqua. "Finora più modelli avevano ipotizzato la presenza di acqua nascosta nel sottosuolo marziano, ma adesso ne abbiamo la prima evidenza geologica", ha dichiarato Salese.
I dati raccolti mostrano che i 24 laghi dovevano essere tutti profondi almeno 4mila metri e che, con ogni probabilità, sono esistiti contemporaneamente al grande oceano ipotizzato da molti, andando così a formare un unico sistema acquatico, come descritto sul Journal of Geophysical Research-Planets.

Minerali compatibili con nascita della vita

Come spiega ancora lo studioso, la presenza d’acqua per un lungo periodo è una condizione necessaria ma non sufficiente per dare luogo alla vita. Occorrono, infatti, anche alcuni minerali, come quelli identificati nel cratere McLaughlin, uno dei bacini analizzati, nei cui sedimenti sono presenti componenti compatibili con l'ipotesi della vita, quali "smectiti ricche di magnesio, serpentino e minerali di ferro-idrato. Per gli astrobiologi questo significa un sito ad alta priorità”, aggiunge il ricercatore. Altri 14 degli antichi laghi del pianeta conservano le tracce di delta di fiumi, che “permettono di individuare i siti ad alta priorità per la ricerca della vita, dove prodotti organici potrebbero avere avuto una alta probabilità di conservarsi”, conclude Salese.

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