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Nasa, al via studio su rocce lunari prelevate 50 anni fa

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2' di lettura

Rimaste sigillate per mezzo secolo, verranno consegnate a nove laboratori che avranno l’onore di andare alla ricerca di informazioni prima del ritorno della Nasa sulla Luna, in programma entro il 2030 

La Nasa, mezzo secolo dopo la riuscita della missione Apollo, che portò i primi uomini sulla Luna, ha deciso di recuperare delle rocce lunari prelevate 50 anni fa, e poi messe al sicuro, per farle analizzare.
La decisione è stata rivelata dal dirigente dell’agenzia spaziale americana, Thomas Zurbuchen: le rocce, rimaste sigillate per tutti questi anni, verranno consegnate a nove laboratori di ricerca che avranno l’onore di analizzarle.

Rocce conservate per 50 anni in celle frigorifere

Le pietre lunari sono state conservate finora in apposite celle frigorifere. La Nasa 50 anni fa decise di riporle in luoghi sicuri, posticipando il loro studio negli anni in cui l’uomo avrebbe avuto a disposizione strumenti più accurati per analizzarle.
"I campioni prelevati sono un investimento per il futuro", spiega Lori Glaze, vicedirettore della Divisione di Scienza Planetaria della Nasa a Washington. "Questi sono stati deliberatamente tenuti da parte per poter sfruttare le tecnologie ben più avanzate di oggi e rispondere a domande che non sapevamo neanche di dover porre”.

Verranno analizzate da 9 laboratori di ricerca

Ai gruppi di ricerca che avranno l’onore di analizzare le rocce lunari, verrà chiesto di focalizzare lo studio su aspetti specifici.
Alcune analisi saranno incentrate sulla raccolta di informazioni riguardo le cosiddette ‘capsule del tempo’, delle piccole perline in vetro che si generano a seguito delle eruzioni vulcaniche. Questi frammenti sono utili per studiare la storia della luna, in quanto sono potenzialmente in grado di svelare la sua conformazione quando era molto meno fredda.
Altri laboratori si occuperanno di indagare la presenza di acqua sul satellite della Terra, cercando di analizzare il suo ruolo nella geologia lunare. Sarà inoltre fondamentale comprendere se il metodo di conservazione adottato dagli esperti della Nasa abbia preservato le caratteristiche delle rocce.
L’obiettivo è proprio quello di raccogliere più informazioni possibili prima del ritorno della Nasa sulla Luna, in programma entro il 2030.  

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