Arecibo, dopo 44 anni un nuovo messaggio indirizzato agli alieni

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"La società e le tecnologie sono cambiate dal 1974. Se dovessimo scrivere il nostro messaggio, cosa diremmo? Lo chiediamo ai giovani di tutto il mondo”, spiega il direttore dell'osservatorio 

Sono passati ben 44 anni dall’ultima potentissima trasmissione nello spazio indirizzata a forme di vita sconosciute. L’osservatorio di Arecibo a Porto Rico vuole ora riprovarci, creando un messaggio che rispecchi le tecnologie attuali e il progresso raggiunto in questi decenni. Per farlo si appella ai giovani, chiedendo loro di organizzarsi in gruppi di 5 studenti e di elaborare, sotto la guida di un professore o di un esperto in ambito, una nuova versione del messaggio. L’obiettivo è quello di coinvolgere le nuovi generazioni in questo progetto, con la speranza che possano appassionarsi allo spazio e a tutte le sue sfaccettature e apprendere le tecniche di radioastronomia.

I giovani vincitori verranno annunciati nel 2019

Per compiere un buon lavoro, gli studenti dovranno affrontare e studiare diversi temi, quali il metodo scientifico, le scienze spaziali e il loro uso, le attività dell’osservatorio e le tecniche funzionali a decifrare i messaggi in codice. Una volta apprese le nozioni basilari, potranno cimentarsi a risolvere i rompicapi e a sviluppare dei messaggi tanto geniali quanto al passo con i tempi.
Il gruppo di studenti che si aggiudicherà la vittoria verrà annunciato nel 2019, in occasione della 'settimana dell’osservatorio di Arecibo'.
"La nostra società e le tecnologie oggi sono cambiate molto dal 1974", spiega Francisco Codova, direttore dell'osservatorio. "Se dovessimo scrivere il nostro messaggio, cosa diremmo? Lo chiediamo ai giovani di tutto il mondo”.

1974, il primo messaggio agli extraterrestri

Fu l’astrofisico Frank Drake a ideare il primo messaggio diretto a eventuali extraterrestri, servendosi dell’aiuto di Carl Sagan, astronomo e scrittore di fantascienza, e di tutto il personale esperto dell’osservatorio. La comunicazione fu inviata il 16 novembre 1974 grazie alla più potente trasmissione mai lanciata prima nello spazio e diretta verso il gruppo di stelle M13, presso la costellazione di Ercole. L’astrofisico creò un messaggio in codice binario della durata di 3 minuti con l’obiettivo di comunicare a eventuali forme di vita sconosciute la posizione della Terra e le caratteristiche degli esseri umani che la popolano. La combinazione di 0 e 1 permetteva, infatti, la creazione di un disegno di 1.679 bit con precise indicazioni riguardo le coordinate del pianeta nel Sistema solare. Il messaggio raccoglieva, inoltre, preziose informazioni sugli esseri umani, quali la struttura del loro Dna, i numeri atomici dei suoi elementi, i numeri decimali e la statura media degli abitanti della Terra.
"E' stato un evento simbolico, per mostrare cosa potevamo fare", spiega Donald Campbell, ricercatore dell'Osservatorio in quegli anni.

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