Ufo, il Pentagono ha indagato dal 2007 al 2012

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Le indagini sarebbero costate 22 milioni di dollari. Ma l'ufficiale che ha gestito la ricerca dice di aver continuato a lavorare, fuori dalla struttura militare, fino allo scorso ottobre

Il Pentagono l’ha ammesso: è esistito un programma per indagare sugli Ufo. Le indagini - come rivelano alcuni media americani, tra cui anche il New York Times - sarebbero iniziate nel 2007 (con l'Advanced Aerospace Threat Identification Program) e sarebbero durate fino a cinque anni fa, per una spesa totale di 22 milioni di dollari. Poi il dipartimento della Difesa statunitense avrebbe fermato i finanziamenti per il progetto che non era classificato, ma conosciuto solo da una stretta cerchia di persone. 

Le prime indagini sugli Ufo

Gli Ufo sono stati più volte al centro di indagini negli Stati Uniti, per decenni. Questi studi hanno coinvolto anche l'esercito americano. Nel 1947, l'aviazione cominciò una serie di ricerche per far luce su oltre 12mila presunti oggetti non identificati, per poi smettere nel 1969. Il programma, che comprendeva uno studio denominato Project blue Book, aveva concluso che la maggior parte degli avvistamenti erano stelle, nuvole, aerei convenzionali o velivoli spia, benché 701 siano rimasti senza spiegazione. 

Il nuovo programma e i finanziamenti

In pochissimi, però, sapevano che il Pentagono aveva lanciato un nuovo programma, dieci anni fa, battezzato "Advanced Aerospace Threat Identification Program". Inizialmente fu finanziato - in modo ampio - su richiesta di Harry Reid, all'epoca leader della maggioranza democratica al Senato e appassionato di fenomeni spaziali. Gran parte dei soldi sarebbero finti a una società di ricerca aerospaziale di un magnate suo amico e sostenitore elettorale, Robert Bigelow, che attualmente lavora con la Nasa e che si è detto "assolutamente convinto" che gli alieni esistano e che gli Ufo abbiano visitato la terra. 

La sospensione nel 2012

I fenomeni aerei non identificati sono stati riportati da piloti e altri militari, secondo i quali quello che avevano visto sfidava le leggi della fisica, con oggetti che si muovevano ad alte velocità senza segni visibili di propulsione o che volteggiavano senza apparenti mezzi per alzarsi in volo. Una delle possibili teorie per spiegare questi avvistamenti, secondo un ex membro dello staff parlamentare, è che ci fosse una potenza straniera, forse la Russia o la Cina, che aveva sviluppato tecnologie di nuova generazione che potevano minacciare gli Stati Uniti. Ma nessuna prova è stata prodotta e, nel 2012, sono stati quindi interrotti i finanziamenti. "Fu deciso che c'erano altre e più alte priorità che meritavano di essere finanziate e fu nel migliore interesse del dipartimento della Difesa fare un cambiamento", ha spiegato un portavoce del Pentagono, Thomas Crosson. Eppure Luis Elizondo, l'ufficiale dell'intelligence militare che ha gestito il programma al quinto piano dell'anello C del Pentagono, sostiene di aver continuato a lavorare - fuori dalla struttura - con dirigenti della Marina e della Cia fino allo scorso ottobre, quando ha scritto una lettera di dimissioni polemica al ministro della difesa James Mattis. "Perché non investiamo più tempo e più sforzi su questa questione?", ha chiesto, lamentandosi della eccessiva segretezza e dell'opposizione interna che riguardavano il programma. 

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