Individuato il 'boom sonico' causato da un’esplosione cosmica

Immagine di archivio (Getty Images)
2' di lettura

Un team di astronomi ha raggiunto questo importante traguardo confrontando i dati di precedenti emissioni cosmiche con quelli raccolti dai telescopi Very Large Array di Socorro 

Un gruppo di ricercatori supervisionato dagli astronomi Casey Law dell’Università di Berkeley in California e Casey Gaensler dell’Università di Toronto ha individuato le tracce prodotte dal collasso di una stella massiccia presente in una galassia situata a 300 milioni di anni luce dalla Terra. Sembra molto probabile che l’astro sia precipitato in un buco nero, ma al momento nessuno è stato in grado di fornire delle prove decisive a sostegno di questa ipotesi.
I risultati della scoperta verranno pubblicati sulla rivista specializzata Astrophysical Journal Letters e sono attualmente disponibili sul sito del National Radio Astronomy Observatory.
Il team guidato da Law e Gaensler è riuscito a ottenere questo risultato confrontando i dati di precedenti emissioni radio cosmiche con quelli raccolti durante l’indagine Very Large Array Sky Survey (Vlass), basata sui telescopi Very Large Array di Socorro, in Nuovo Messico.

Gamma Ray Burst

La gigantesca esplosione prodotta dal collasso della stella massiccia è nota come Gamma Ray Burst (Grb). Questo processo è solitamente accompagnato dall’emissione di un'enorme quantità di energia, pari a quella prodotta dal Sole in un arco di tempo di 10 miliardi di anni. L’esplosione genera due getti molto sottili di raggi gamma che, partendo dalla stella collassata, viaggiano in direzioni opposte alla velocità della luce. Quando passano nelle vicinanze della Terra, possono essere osservati dagli astronomi utilizzando la strumentazione apposita.

Il fenomeno 'orphan afterglow'

I getti provenienti dalla stella massiccia collassata di recente non hanno viaggiato in direzione del nostro pianeta, dunque gli esperti non hanno potuto osservare direttamente le conseguenze dell’esplosione. I raggi gamma sono però precipitati nei gas che avvolgevano l’astro, dando origine a un’onda d’urto paragonabile al boom sonico, il rumore prodotto dalle onde d’urto generate dagli aeroplani che viaggiano a una velocità superiore a quella del suono.
Questo fenomeno è noto in astronomia come 'orphan afterglow' e per anni i ricercatori hanno provato a individuarlo. Grazie agli sforzi del team di Casey Law e Casey Gaensler sarà ora possibile giungere a una comprensione più approfondita delle conseguenze di un’esplosione cosmica.

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