Giornata degli asteroidi, ecco quali sono i più grandi del Sistema Solare. FOTO
I piccoli corpi celesti si trovano per lo più nella “fascia principale”. Quello con il diametro maggiore è Cerere, definito un “pianeta nano”. A seguire ci sono Pallade, Vesta e Igea. Tra i più grandi anche 16 Psyche, che avrebbe la più ingente riserva aurea conosciuta
L'INTERNATIONAL ASTEROID DAY
- Il 30 giugno si celebra l’International Asteroid Day, ricorrenza giunta alla sua undicesima edizione con lo scopo di diffondere la conoscenza sugli asteroidi. Chiamati a volte "pianetini" o "planetoidi", sono piccoli corpi celesti, generalmente rocciosi e di forma non sferica. Si trovano per lo più nella “fascia principale”. Gli asteroidi molto piccoli (in genere frammenti derivanti da collisioni) sono chiamati “meteoroidi”. Quando un asteroide è composto per lo più da ghiaccio prende il nome di cometa.
PSICHE
- Nel febbraio 2022 è stato rivelato che l’asteroide Psiche (16 Psyche), avrebbe la più grande riserva aurea conosciuta, per un valore di 10mila quadrilioni di dollari. L’asteroide è il tredicesimo più grande tra quelli conosciuti e situati all'interno dell'orbita di Nettuno. Ha un diametro approssimativo tra 200 e 250 km.
CERERE
- Ma quali sono i più grandi asteroidi del Sistema solare? Al primo posto c’è Cerere (1 Ceres), scoperto nel 1801 da Giuseppe Piazzi (dall’osservatorio astronomico di Palermo). Date le sue dimensioni (diametro tra 900 e 1.000 km) per decenni è stato considerato un pianeta, ora è definito “pianeta nano”.
PALLADE
- Il secondo asteroide più grande è Pallade (2 Pallas), scoperto nel 1802 da Heinrich Wilhelm Olbers. Il suo diametro è di circa 512–545 km. La superficie di Pallade risulta costituita da silicati e ha un’orbita molto inclinata e con un’eccentricità notevole.
VESTA
- Sempre Olbers scoprì nel 1807 Vesta (4 Vesta), con un diametro medio di 525 km. Le sue dimensioni e la sua superficie brillante fanno di Vesta l'asteroide in assoluto più luminoso e talvolta l'unico visibile a occhio nudo dalla Terra. Grazie ad alcuni frammenti di meteoriti è stato anche possibile studiare campioni di roccia di questo asteroide.
IGEA
- A seguire c’è Igea (10 Hygiea), quarto in ordine di grandezza, con un diametro medio superiore ai 400 km. Fu scoperto nel 1849 da Annibale de Gasparis dall’osservatorio di Capodimonte a Napoli. Secondo recenti osservazioni, alcuni scienziati avanzano l’ipotesi che Igea possa avere le caratteristiche per essere classificato tra i pianeti nani (nella foto una simulazione 3D della Nasa di Igea).
DAVIDA
- Davida (511 Davida) ha un diametro medio di circa 326,06 km. Si tratta di un asteroide scoperto nel 1903 da Raymond Smith Dugan, è di tipo C, quindi caratterizzato da superficie molto scura e composizione di rocce carbonate. Ha una forma semi-oblunga con almeno due sfaccettature piane (nella foto una versione 3D della Nasa dell'asteroide).
INTERAMNIA
- Interamnia (704 Interamnia) ha invece un diametro medio di circa 316,62 km. Venne scoperto nel 1910 da Vincenzo Cerulli dall'Osservatorio Astronomico di Teramo. Il nome è dedicato proprio alla città abruzzese, con riferimento al suo antico nome latino.
EUROPA
- Europa (52 Europa) da non confondere con la omonima luna di Giove, ha un diametro di circa 300 chilometri. Ha una superficie molto scura e la sua scoperta si deve a Hermann Mayer Salomon, che lo osservò nel 1858 dall’Osservatorio astronomico di Parigi (nella foto una simulazione 3D della Nasa).
ETTORE
- Ettore (624 Hektor) è invece un “asteroide troiano di Giove” di tipo D. Ha un diametro medio di circa 225 km. Ha superficie rossastra scura. Fu scoperto nel 1907 da August Kopff ed è dedicato all’eroe troiano Ettore.
GIUNONE
- Scoperto da Karl Ludwig Harding nel 1804, Giunone (3 Juno) deve il suo nome alla dea romana. Ha forma irregolare e diametro medio pari a 233,92 km. Alcune osservazioni hanno permesso di rilevare sulla superficie un cratere da impatto geologicamente recente dal diametro superiore al centinaio di chilometri.
SILVIA
- Il decimo asteroide più grande è Silvia (87 Sylvia) scoperto nel 1866 da Norman Robert Pogson. Il nome è un omaggio alla Rea Silvia, madre di Romolo e Remo. È considerato molto interessante perché è il primo asteroide noto a possedere più di un satellite. Infatti finora sono state scoperte due lune: Romulus e Remus, ma si crede che possano essercene altri di dimensioni minori.