Meteo, l'Ia può aiutarci con le previsioni ma solo per i macrofenomeni
ScienzeLorenzo Tedici de Ilmeteo.it ci spiega come questa tecnologia, oggetto di recenti studi del Mit che hanno portato all'annuncio di un nuovo modello predittivo, sia meno utile per le previsioni locali e ci ha anticipato cosa possiamo aspettarci dai prossimi mesi
Anche se gli eventi estremi che hanno caratterizzato la scorsa stagione sembrano un ricordo lontano, le previsioni meteo continuano a catalizzare le attenzioni degli italiani che cercano di capire come le attività quotidiane saranno in qualche modo influenzate dal meteo. I ricercatori del Mit, stando a un recente studio, avrebbero anche capito come affiancare l'intelligenza artificiale alle attività dei meteorologi. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Tedici de Ilmeteo.it che ci ha spiegato come questa tecnologia sia più utile per i macrofenomeni che non per le previsioni locali e ci ha anticipato cosa possiamo aspettarci dai prossimi mesi.
Il Mit rivoluziona le previsioni meteorologiche con il modello MicroDuet e il machine learning. Cosa significa?
Significa che il machine learning ci aiuterà a prevedere meglio il tempo per i cicli stagionali dell’agricoltura, per la produzione solare, la navigazione e, in certi casi, la probabilità di eventi a macroscala. Non sarà una rivoluzione per le previsioni locali, orarie, a breve e media scadenza, quelle che guardiamo tutti i giorni in tv e sulle App: questa nuove tecnologia ci fornirà scenari globali più attendibili per le proiezioni oltre i 21 giorni e fino a un mese e mezzo e non per i prossimi giorni.
Possiamo fidarci dell'intelligenza artificiale in campo meteo e che sviluppi possiamo attenderci?
Come avevamo già verificato da un paio di anni, l’AI ci aiuta nelle previsioni a lunga scadenza, quelle definite sub-stagionali (da 3 settimane a un mese e mezzo). Non ci dirà con certezza se il 14 novembre a Roma pioverà o ci sarà il sole, ma ci indicherà se le probabilità in quel periodo vireranno verso una fase più piovosa, fredda o calda. Parliamo sempre di scenari e tendenze: le previsioni orarie e giornaliere precise arrivano mediamente a 3 giorni, estendendosi fino a 7 solo in presenza di un solido anticiclone.
A proposito di previsioni a lungo termine che inverno ci aspetta?
Anche in questo caso dobbiamo distinguere tra previsione giornaliera e scenario. Oltre i 10 giorni si parla sempre di scenari, basati su due parametri principali: l'anomalia termica e quella pluviometrica. L’anomalia termica per il prossimo inverno è positiva: avremo temperature superiori alla media storica (1990-2020), con alte probabilità di un clima mite in pianura e nevicate relegate oltre i 1400-1500 metri. Riguardo all’anomalia pluviometrica, ci sono sempre più conferme di un inverno più piovoso del normale, in parte a causa del fenomeno El Niño. In sintesi, l’inverno 2026-2027 dovrebbe essere più caldo e piovoso, ma ricordiamo che stiamo parlando dello scenario più probabile, non di una certezza a breve-media scadenza.
L'impatto del Nino sarà così catastrofico come prospettato a livello globale?
In Italia non avrà un impatto così forte come in altre parti del mondo. L'attuale El Niño è già da record e sta causando alluvioni in Sud America (Cile e Brasile meridionale), siccità in Amazzonia, incendi in Indonesia con un Pacifico orientale eccezionalmente caldo rispetto alla media. Porterà fenomeni estremi fino a primavera anche in Africa, California e in altre aree direttamente esposte a questo fenomeno. In Europa prevediamo nei prossimi due mesi un’intensificazione dei cicloni verso le Isole Britanniche e, in inverno, una fase più piovosa sul Mediterraneo, il tutto in un contesto climatico globale decisamente più caldo. Ma restano pur sempre scenari: proprio quelli che MicroDuet potrebbe aiutarci a decifrare meglio in un prossimo futuro.