Gemelli identici si contendono la paternità: perché il test del Dna non può distinguerli

Scienze
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Un caso esaminato dai giudici di Londra evidenzia i limiti dei test del Dna nel determinare la paternità tra gemelli identici. Poiché condividono un patrimonio genetico quasi completamente identico, le analisi standard non permettono di stabilire quale dei due gemelli sia il padre

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Un caso di cronaca finito davanti ai giudici del Tribunale di Londra riapre il tema dei limiti dei test genetici standard. La vicenda riguarda una causa per stabilire la paternità biologica tra due uomini, gemelli monozigoti (identici), che avrebbero avuto rapporti con la stessa donna a distanza di quattro giorni. In una situazione ordinaria sarebbe sufficiente un test del Dna per individuare il padre. In questo caso, però, non è possibile con i test standard: i due uomini condividono un patrimonio genetico quasi completamente identico e le analisi attualmente disponibili non permettono di distinguerli. 

La decisione dei giudici

 

La causa, come riporta Sky News, è stata avviata dalla donna e da uno dei due uomini, dopo che l’altro fratello era stato indicato come padre nel certificato di nascita del bambino. I due hanno avviato l'azione legale per ottenere il riconoscimento della responsabilità genitoriale. La Corte d’Appello ha stabilito che, allo stato attuale, non esistono elementi sufficienti per determinare quale dei due sia il padre del bambino. Il presidente della Corte, Andrew McFarlane, ha riferito che "quando il bambino sarà grande è probabile che la scienza sarà in grado di identificare uno dei due padri ed escludere l’altro gemello". Tuttavia, per il momento, ciò non è fattibile senza costi molto elevati, e quindi la “verità” è duplice e non riconducibile a un solo uomo". 

 

Perché il Dna non basta

 

Il caso mette in evidenza un limite noto anche in ambito scientifico: quando sono coinvolti gemelli monozigoti (detti anche comunemente omozigoti), stabilire a chi appartenga un determinato Dna è estremamente complesso. Questo perché, come spiegato in un approfondimento dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, derivano da un unico zigote, cioè da un solo ovocita fecondato da un solo spermatozoo che "prima di raggiungere l'utero si separa in due o più parti indipendenti fra di loro, ma in grado ciascuna di formare un individuo completo". Diverso è il caso dei gemelli dizigoti (detti anche eterozigoti), che derivano da due ovociti fecondati da spermatozoi diversi e condividono circa il 50% del patrimonio genetico, come tutti i fratelli. 

 

I limiti dei test di paternità

 

I test di paternità oggi più utilizzati si basano sull’analisi del Dna, in particolare su specifiche zone chiamate STR, che vengono confrontate tra figlio e presunto padre. In condizioni normali, questo confronto consente di stabilire la paternità con un alto grado di affidabilità. Nel caso di gemelli monozigoti, però, queste sequenze risultano praticamente identiche in entrambi. Per questo motivo, senza ricorrere a tecniche più avanzate e costose, non è possibile individuare con certezza il padre biologico.

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