Nasa: concluso il test per Artemis I, ora l’analisi dei dati per decidere sul nuovo lancio

Scienze

Nel Kennedy Space Center è stato portato a termine il test a Terra per il caricamento di propellente nel lanciatore Sls (Space Launch System) in vista della missione apripista per il ritorno sulla Luna. Durante il caricamento di idrogeno liquido c’è stata una perdita, poi risolta. La Nasa ha spiegato di aver raggiunto tutti gli obiettivi previsti. Dopo l’analisi dei dati, deciderà se dare il via libera a un nuovo tentativo di lancio il prossimo 27 settembre

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Nel Kennedy Space Center, in Florida, è stato portato a termine il test a Terra per il caricamento di propellente nel lanciatore Sls (Space Launch System) in vista di Artemis I, la missione apripista per il ritorno sulla Luna. A comunicarlo è stata la Nasa, che - nonostante qualche problema iniziale - ha spiegato di aver raggiunto tutti gli obiettivi previsti per il test. Dopo lo svuotamento dei serbatoi dal propellente, è iniziata l'analisi dei dati. Sulla base dei risultati ottenuti con questo test, la Nasa deciderà se dare il via libera a un nuovo tentativo di lancio della missione Artemis I il prossimo 27 settembre.

Il test in vista della missione Artemis I

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Il lanciatore Sls è destinato ad Artemis I, la missione senza equipaggio che ha l’obiettivo di riaprire la via per ritorno di astronauti sulla Luna. Il test, autorizzato dal direttore di lancio Charlie Blackwell-Thompson, serviva a verificare se è valida la soluzione al problema che durante il tentativo di lancio del 3 settembre scorso ha causato una perdita di idrogeno liquido. Il test è iniziato con circa 30 minuti di ritardo, in attesa che fosse completamente sgombrata l'area circostante la piattaforma 39B, dove si trova il lanciatore. Durante il test c’è stato qualche problema, ma poi i tecnici Nasa hanno risolto e l’hanno portato a termine.

Problemi durante il test

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In particolare, durante il test per il caricamento di idrogeno liquido nel lanciatore Sls c’è stata una perdita. A prima vista, ha spiegato la Nasa, il problema sembrava analogo a quello che il 3 settembre scorso aveva costretto a rinviare il lancio. Dopo aver rilevato una perdita del 7% (contro il limite accettabile del 4%), i tecnici della Nasa hanno deciso di sospendere il caricamento dell'idrogeno liquido. Poi le operazioni di caricamento dell'idrogeno liquido sono riprese, con la perdita del propellente ridotta dal 7% allo 0,5%. Una volta completato il caricamento veloce dell'idrogeno liquido nello stadio centrale del lanciatore Sls, con la perdita del propellente stabile allo 0,5%, si è passati a caricare ciò che mancava a causa dell'evaporazione naturale, mentre il caricamento dell'ossigeno liquido era già al 100%. Una volta completato il caricamento del propellente nel razzo Sls, il test è proseguito con la pressurizzazione del serbatoio dell'idrogeno liquido fino a raggiungere il livello previsto in caso di volo. Finito il test, è iniziato lo svuotamento dei serbatoi dal propellente e poi l'analisi dei dati.

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