Test russo lascia migliaia di pericolosi detriti nello spazio: allarme per la Iss

Scienze
Credits: Nasa

Un'arma antisatellitare lanciata dai russi il 15 novembre ha distrutto un satellite, ma ha anche innescato una pioggia di detriti. Mosca ha confermato. L'azione ha messo in pericolo l'equipaggio della Stazione spaziale internazionale che è stato costretto a trascorrere alcune ore sulle capsule di salvataggio. Critiche dagli Usa. La Nasa: "Indignati dall'accaduto". La Nato: "Atto sconsiderato"

Migliaia di pericolosi frammenti lasciati in orbita. È questo l’esito di un test militare russo compiuto il 15 novembre nello spazio. Un'arma antisatellitare lanciata da Mosca ha distrutto un satellite, ma ha anche innescato una pioggia di detriti che ha messo in pericolo l'equipaggio della Iss, la Stazione spaziale internazionale. La conferma di Mosca sull'operazione è arrivata solo oggi, dopo forti critiche mosse dagli Usa. Intanto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, bolla l'azione come "sconsiderata". L'episodio "dimostra che la Russia sta sviluppando nuove armi che possono abbattere satelliti", ha aggiunto il capo dell'Alleanza.

Più di 1.500 pezzi di detriti orbitali

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I dettagli su quanto accaduto sono stati forniti inizialmente dagli Usa: "Ci sono già più di 1.500 pezzi di detriti orbitali tracciabili e probabilmente se ne scateneranno centinaia di migliaia più piccoli", ha detto il Dipartimento di Stato americano. Mentre, in un primo momento, l'agenzia spaziale russa Roscosmos, ripresa dall'agenzia Interfax, ha fatto sapere:"Per noi la priorità principale era ed è la garanzia di una sicurezza assoluta dell'equipaggio" della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Poi il ministero della Difesa russo ha confermato la distruzione del satellite.

L'allarme per gli astronauti della Iss

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Come ricostruisce il Post, da quanto emerso fino ad ora, il test russo di lunedì 15 novembre sarebbe stato eseguito in concomitanza con il passaggio di Kosmos-1408, un vecchio satellite spia russo da tempo inutilizzato, lanciato nel 1982 e con una massa di quasi 2 tonnellate. Il missile russo ha colpito il satellite e lo ha distrutto producendo la nube di detriti. La Nasa, una volta rilevato quanto stava accadendo, ha avvertito gli astronauti che erano sulla Iss, chiedendogli di mettersi al sicuro all’interno della capsula da trasporto Crew Dragon, attraccata alla Stazione, dove hanno trascorso alcune ore. Sulla Iss sono presenti anche due cosmonauti russi, che vivono nella sezione gestita da Roscosmos e che hanno raggiunto a loro volta la capsula da trasporto Soyuz che, come Crew Dragon, può essere usata come scialuppa di salvataggio.

Le critiche della Nasa

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L'amministratore della Nasa, Bill Nelson, si è detto "indignato" da quanto accaduto: "È incredibile che la Russia metta in pericolo non solo gli astronauti americani e quelli dei partner internazionali sulla Iss, ma anche i loro stessi cosmonauti". I detriti "rimarranno in orbita per anni e potenzialmente per decenni", mettendo a "rischio significativo" l'equipaggio dell'Iss e le altre attività di volo spaziale dell'uomo, ma anche i satelliti di più Paesi", ha aggiunto l’Us Space Command.

Mosca: ipocrita dire che Russia crei rischi per lo spazio

A stretto giro la replica di Mosca: "Affermare che la Federazione Russa crei rischi per le attività per l'uso pacifico dello spazio è quantomeno un'ipocrisia", ha dichiarato in risposta alle critiche il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, ripreso dalla Tass.

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